Urbanistica.Parziale difformità che contribuisce a realizzare un complessivo mutamento dello stato dei luoghi

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Categoria principale: Urbanistica
Categoria: Consiglio di Stato
Pubblicato: 29 Dicembre 2025
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Consiglio di Stato Sez. II n.9340 del 27 novembre 2025
Urbanistica.Parziale difformità che contribuisce a realizzare un complessivo mutamento dello stato dei luoghi

Nel momento in cui una parziale difformità contribuisce a realizzare un complessivo mutamento dello stato dei luoghi, essa cessa di essere tale e diviene parte integrante della mancanza di titolo. Quello esistente, cioè, dal quale ci si è discostati, diviene tamquam non esset. A ciò consegue la legittimità -recte, la doverosità – di estendere l’ordine di demolizione all’intero complesso finale, non limitandolo alla parte difforme dal titolo posseduto per realizzarne un segmento.

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Elettrosmog.L'art. 27 l. 182-2025 legge semplificazioni configura una lesione dei diritti fondamentali, ecco perché va impugnato alla Corte costituzionale

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Categoria principale: Elettrosmog
Categoria: Dottrina
Pubblicato: 29 Dicembre 2025
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L'art. 27 l. 182-2025 legge semplificazioni configura una lesione dei diritti fondamentali - ecco perché va impugnato alla Corte costituzionale

di G. TEODORO

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Urbanistica.Variante S.U.A.P.

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Categoria principale: Urbanistica
Categoria: Consiglio di Stato
Pubblicato: 22 Dicembre 2025
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Consiglio di Stato Sez. IV n. 9336 del 26 novembre 2025
Urbanistica.Variante S.U.A.P.

La c.d. variante S.U.A.P. dal punto di vista contenutistico è una variante urbanistica del tutto analoga a quelle “ordinarie”: la differenza consiste nelle premesse e nel procedimento. L’esito favorevole della conferenza di servizi tuttavia non vincola il Consiglio comunale, anche se l’eventuale diniego di approvazione della variante deve fondarsi su di una adeguata istruttoria e soprattutto deve essere supportato da idonea motivazione.

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Alimenti.Delitto di cui all'art. 516 cod.pen.

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Categoria principale: Alimenti
Categoria: Cassazione Penale
Pubblicato: 19 Dicembre 2025
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Cass. Sez. III n. 39450 del 9 dicembre 2025 (UP 23 ott 2025)
Pres. Ramacci Est. Corbo Ric. Pruiti
Alimenti.Delitto di cui all'art. 516 cod.pen.

La condotta di “porre in commercio” si riferisce ad attività che non implicano il diretto contatto con i consumatori, perché è specificamente prevista in alternativa a quella di “porre in vendita”, atteso l’impiego, nella disposizione di cui all’art. 516 cod. pen., dell’inciso «altrimenti», salvo a non voler ipotizzare la superfluità di questo vocabolo, e quindi postularne una interpretatio abrogans. Sotto altro profilo, poi, la nozione di “atto di commercio”, per il codice di commercio del 1882 (cfr., in particolare gli articoli da 3 a 7), vigente al momento dell’adozione dell’art. 516 cod. pen., includeva tutti gli atti di intermediazione nella circolazione dei beni compiuti nell’esercizio di un’attività economica svolta in modo professionale. D’altro canto, ancora, nell’ordinaria esperienza socio-economica, la messa in commercio si presenta come una procedura complessa, che si svolge mediante un’articolata catena di distribuzione, la quale ha la funzione di assicurare il trasferimento dei beni dal produttore al consumatore.
La condotta di cui all’art. 516 cod. pen. assorbe, se caratterizzata da dolo, quella contravvenzionale prevista dall’art. 5 della legge n. 283 del 1962 

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Danno ambientale.Danno da cambiamenti climatici

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Categoria principale: Danno Ambientale
Categoria: Consiglio di Stato
Pubblicato: 19 Dicembre 2025
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Consiglio di Stato Sez. IV n. 9190 del 24 novembre 2025
Danno ambientale.Danno da cambiamenti climatici

Il danno prospettato da coloro che denunciano pregiudizi derivanti da cambiamenti climatici derivanti da condotte inerti o comunque non adeguate delle amministrazioni competenti è un danno non patrimoniale rientrante nei danni morali, la paura di ammalarsi o il patema d’animo, che, comunque, richiedono una determinata prova, non potendo gli stessi essere considerati un danno in re ipsa.

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Beni ambientali.Ordine di ripristino ed ordine di demolizione

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Categoria principale: Beni Ambientali
Categoria: Cassazione Penale
Pubblicato: 18 Dicembre 2025
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Cass. Sez. III n. 38988 del 3 dicembre 2025 (CC 13 nov 2025)
Pres. Ramacci Est. Liberati Ric. Lorenzini
Beni ambientali.Ordine di ripristino ed ordine di demolizione

Sebbene l'ordine di rimessione in pristino abbia contenuto più ampio rispetto all'ordine di demolizione - in quanto comprende tutte le ipotesi di alterazione del paesaggio e comporta la reintegrazione totale del bene nell'area protetta, con un carattere di maggiore completezza ed effettività rispetto alla demolizione prevista in materia urbanistica - non rileva l'omessa statuizione relativa all'ordine medesimo quando esso debba intendersi ricompreso nell'ordine di demolizione delle opere abusive disposto dal giudice con la sentenza di condanna, ciò che si verifica nel caso in cui quest'ultimo soddisfi pienamente anche le esigenze di ripristino del primo, ben potendo i due ordini avere un contenuto identico o differenziato a seconda della fattispecie concreta cui si riferiscono.

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