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LEXAMBIENTE Rivista giuridica a cura di Luca Ramacci - ISSN 2499-3174
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Urbanistica.Perché sono nuove costruzioni tutti i gravati interventi milanesi di trasformazione del patrimonio edilizio esistente

Dettagli
Categoria principale: Urbanistica
Categoria: Dottrina
Pubblicato: 10 Febbraio 2026
Visite: 872

Perché sono nuove costruzioni tutti i gravati interventi milanesi di trasformazione del patrimonio edilizio esistente

di Massimo GRISANTI

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Urbanistica.Qualificazione urbanistica dell’e-commerce e natura del contributo di costruzione

Dettagli
Categoria principale: Urbanistica
Categoria: Consiglio di Stato
Pubblicato: 10 Febbraio 2026
Visite: 407

Consiglio di Stato Sez. II n. 424 del 20 gennaio 2026
Urbanistica. Qualificazione urbanistica dell’e-commerce e natura del contributo di costruzione

Le controversie relative alla spettanza e alla liquidazione del contributo di costruzione riguardano l’accertamento di un rapporto di credito-debito tra privato e P.A., non condizionato dall'esistenza di atti provvedimentali; pertanto, sono devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo e non sono soggette ai termini di decadenza tipici dell'azione di annullamento,. Sotto il profilo sostanziale, l’attività di commercio elettronico (e-commerce) che preveda presso la sede operativa la gestione di ordini, fatturazione e imballaggio dei beni, deve essere ricondotta alla destinazione d’uso commerciale/direzionale e non a quella logistica o di deposito,. Tale qualificazione discende dalla natura unitaria e inscindibile delle prestazioni contrattuali di vendita e dal conseguente carico urbanistico generato (afflusso di fornitori, spedizionieri e personale), il quale risulta del tutto analogo a quello del commercio tradizionale, rendendo irrilevante l’assenza di un accesso diretto del pubblico ai locali

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Rifiuti.Natura permanente del deposito incontrollato di rifiuti e regime della prescrizione

Dettagli
Categoria principale: Rifiuti
Categoria: Cassazione Penale
Pubblicato: 09 Febbraio 2026
Visite: 495

Cass. Sez. III n. 1893 del 19 gennaio 2026 (UP 10 dic 2025)
Pres. Ramacci Rel. Corbo Ric. Bugatti
Rifiuti.Natura permanente del deposito incontrollato di rifiuti e regime della prescrizione

Il deposito incontrollato di rifiuti può assumere natura permanente qualora la condotta sia prodromica a una successiva attività di gestione (recupero o smaltimento) e si connoti per ripetitività, configurando una "forma gestoria" del rifiuto che impone al delegato ambientale l'obbligo di rimozione anche per gli accumuli precedenti. Ai fini del computo della prescrizione, il termine quinquennale per le contravvenzioni (comprensivo di atti interruttivi) decorre dal momento dell'effettivo smaltimento dei rifiuti. In tale ambito, non operano le sospensioni del corso della prescrizione legate alla pronuncia di sentenze di condanna (ex art. 159 cod. pen. vigente tra il 2017 e il 2019) qualora l'imputato sia stato prosciolto nei gradi di merito per particolare tenuità del fatto, mancando un titolo di condanna presupposto. La sopravvenuta prescrizione preclude l'esame di vizi motivazionali, imponendo l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata in assenza di evidenze di innocenza immediata ex art. 129 cod. proc. pen.

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Modificazioni genetiche.Misure volte ad evitare la presenza involontaria di OGM nell’ambiente

Dettagli
Categoria principale: Modificazioni Genetiche
Categoria: Giurisprudenza Comunitaria
Pubblicato: 09 Febbraio 2026
Visite: 291

Corte di giustizia (Prima Sezione) 5 febbraio 2026

« Rinvio pregiudiziale – Ambiente – Emissione deliberata nell’ambiente di organismi geneticamente modificati (OGM) – Misure volte ad evitare la presenza involontaria di OGM nell’ambiente – Direttiva 2001/18/CE – Articolo 26 quater, paragrafi 1 e 3 – Regolamento (CE) n. 1829/2003 – Decisione di esecuzione (UE) 2016/321 – Divieto di coltivazione del mais OGM MON 810 in Italia – Validità – Libera circolazione delle merci – Articoli 34 TFUE e 114 TFUE – Principi di proporzionalità e di non discriminazione – Libertà d’impresa – Articoli 16 e 21 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea »

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Caccia e animali.Sottrazione di fondi dall’attività venatoria per motivi etici e limiti della potestà regolamentare regionale

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Categoria principale: Caccia e Animali
Categoria: Consiglio di Stato
Pubblicato: 09 Febbraio 2026
Visite: 789

Consiglio di Stato Sez. VI n. 895 del 3 febbraio 2026
Caccia e animali.Sottrazione di fondi dall’attività venatoria per motivi etici e limiti della potestà regolamentare regionale

L’art. 15, comma 4, l. n. 157/1992 e l’art. 15 l.r. Emilia-Romagna n. 8/1994 riconoscono al proprietario il diritto di sottrarre i propri fondi dall’attività venatoria sulla base di una semplice richiesta, che può essere fondata anche su ragioni di obiezione di coscienza o convinzioni etico-morali. Tale facoltà, coerente con la giurisprudenza CEDU, trova quale unico limite generale il non ostacolare l’attuazione della pianificazione faunistico-venatoria. È, pertanto, illegittima la norma regolamentare regionale che riduca le ipotesi di sottrazione a un elenco tassativo di casi (quali la tutela di colture specializzate o attività di rilievo economico), poiché introduce indebite restrizioni non previste dalla normativa primaria. Il diniego dell’amministrazione, motivato dal contrasto con il piano faunistico-venatorio, deve essere sorretto da un’istruttoria puntuale e da una motivazione specifica e concreta: non sono sufficienti affermazioni astratte o generiche, occorrendo l’indicazione di elementi di fatto precisi (quali la reale vocazione del fondo alla presenza di ungulati o le sue caratteristiche fisiche) idonei a dimostrare l'effettivo pregiudizio agli obiettivi gestionali del piano (segnalazione A. Atturo)

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Rifiuti.Individuazione del responsabile della contaminazione

Dettagli
Categoria: Acque
Pubblicato: 09 Febbraio 2026
Visite: 397

Consiglio di Stato Sez. IV n. 568 del 23 gennaio 2026
Rifiuti.Individuazione del responsabile della contaminazione

In tema di individuazione del responsabile della contaminazione ai sensi dell'art. 244 codice ambiente, all'Amministrazione competente non è richiesto di fornire prove di incontrovertibile evidenza scientifica circa il nesso fra una ipotizzata causa di inquinamento e i suoi effetti, essendo a tal fine sufficiente che il nesso eziologico ipotizzato dall'autorità competente sia più probabile della sua negazione. La prova della responsabilità può essere data in via diretta o indiretta, ossia, in quest'ultimo caso, l'amministrazione pubblica preposta alla tutela ambientale può avvalersi anche di presunzioni semplici di cui all'art. 2727 c.c. Proprio per la specificità della tutela ambientale e per la complessità delle situazioni in concreto verificabili, il soggetto individuato come responsabile non può limitarsi a ventilare genericamente il dubbio circa una possibile responsabilità di terzi, ma deve provare e documentare con pari analiticità la reale dinamica degli avvenimenti e indicare a quale altra impresa, in virtù di una specifica e determinata causalità, debba addebitarsi la condotta causativa dell'inquinamento

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  • Sviluppo sostenibile.Disciplina dei regimi amministrativi per le energie rinnovabili
  • Urbanistica.Sospensione dell'ordine di demolizione e istanza di condono
  • Urbanistica.Impugnazione di un titolo autorizzatorio edilizio e criterio della vicinitas
  • Urbanistica. Inammissibilità del condono edilizio per opere difformi o ampliate
  • Urbanistica.Onere di provare la data di realizzazione dell'immobile abusivo
  • Rifiuti. Responsabilità del proprietario per abbandono di rifiuti da parte di terzi
  • Urbanistica.La demolizione con ricostruzione nell’ambito della fattispecie della “ristrutturazione” edilizia tra esigenze di rigenerazione e riqualificazione urbana e nuovi limiti rispetto alla categoria della “nuova costruzione”
  • Acque. Gestione autonoma servizio idrico integrato
  • Rifiuti. Potere di riqualificazione del fatto e principio di correlazione tra accusa e sentenza
  • Beni ambientali.Prevalenza della pianificazione paesaggistica nazionale sulle leggi regionali

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