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LEXAMBIENTE Rivista giuridica a cura di Luca Ramacci - ISSN 2499-3174
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Urbanistica.Ordine di demolizione, principio di proporzionalità e acquisizione al patrimonio comunale

Dettagli
Categoria principale: Urbanistica
Categoria: Cassazione Penale
Pubblicato: 03 Marzo 2026
Visite: 795

Cass. Sez. III n. 6750 del 19 febbraio 2026 (CC 14 gen 2026) 
Pres. Ramacci Rel. Pazienza Ric. Buono
Urbanistica.Ordine di demolizione, principio di proporzionalità e acquisizione al patrimonio comunale

In tema di reati edilizi, l’inutile decorso del termine per l'esecuzione dell'ordine di demolizione determina l'acquisizione dell'opera al patrimonio comunale, facendo venir meno l'interesse del condannato alla revoca o sospensione dell'ordine, salvo che per l'esecuzione spontanea. Il principio di proporzionalità (ex art. 8 CEDU) non tutela il diritto all'abitazione in termini assoluti, dovendo essere contemperato con la salvaguardia del territorio e l'ambiente. Tale principio opera nella fase esecutiva e richiede che l'interessato alleghi in modo rigoroso fatti che non dipendano dalla propria inerzia o dalla volontà di lucrare sul tempo trascorso dall'irrevocabilità della sentenza. L'ordine di demolizione di un immobile abusivo, pur se adibito a casa familiare, non viola il diritto al domicilio se volto a ripristinare l'equilibrio urbanistico, specialmente quando il soggetto abbia avuto per anni piena consapevolezza dell'abusività del manufatto, disponendo di un tempo ampiamente sufficiente per reperire soluzioni abitative alternative.

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Rifiuti.Natura di sottoprodotto e certezza del riutilizzo in concreto

Dettagli
Categoria principale: Rifiuti
Categoria: Consiglio di Stato
Pubblicato: 03 Marzo 2026
Visite: 565

Consiglio di Stato Sez. IV n. 993 del 6 febbraio 2026
Rifiuti.Natura di sottoprodotto e certezza del riutilizzo in concreto

La qualifica di una sostanza come sottoprodotto ai sensi dell'art. 184-bis, d.lgs. n. 152/2006, richiede la contestuale sussistenza di tutte le condizioni di legge, la cui verifica deve essere condotta in termini di concretezza e non di mera astrazione. Con particolare riguardo al requisito della certezza del riutilizzo (lett. b), esso non può ritenersi soddisfatto qualora il materiale sia destinato a un intervento di rinaturalizzazione di un sito la cui destinazione urbanistica (nella specie, zona agricola con prospettiva di verde pubblico) imponga il rispetto di Concentrazioni Soglia di Contaminazione (CSC) più restrittive (Colonna A, Tabella 1, Allegato 5, Parte IV) rispetto a quelle possedute dal materiale. L'astratta possibilità che il residuo possa trovare impieghi alternativi non ne muta la natura di rifiuto, poiché la "certezza" deve riferirsi alla destinazione effettiva che ne giustifica lo stoccaggio; pertanto, se il materiale risulta tecnicamente inidoneo o legalmente precluso per lo specifico utilizzo previsto, viene meno il presupposto del riutilizzo certo, confermando la legittimità degli ordini di rimozione e sospensione dei lavori

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Urbanistica.Ristrutturazione demo-ricostruttiva e ripristino di edifici demoliti: superato il principio della “fedele ricostruzione”, centralità della “preesistente consistenza”

Dettagli
Categoria principale: Urbanistica
Categoria: Dottrina
Pubblicato: 03 Marzo 2026
Visite: 1663

Ristrutturazione demo-ricostruttiva e ripristino di edifici demoliti: superato il principio della “fedele ricostruzione”, centralità della “preesistente consistenza”. La svolta con la Sentenza del Cons. Stato, Sez. II, n. 499/2026
di Antonio VERDEROSA

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Urbanistica.Ristrutturazione di ruderi e responsabilità dell'esecutore

Dettagli
Categoria principale: Urbanistica
Categoria: Cassazione Penale
Pubblicato: 02 Marzo 2026
Visite: 422

Cass. Sez. III n. 06295 del 17 febbraio 2026 (UP 21 gen 2026) 
Pres. Di Nicola Rel. Bove Ric. Salvati e altro
Urbanistica.Ristrutturazione di ruderi e responsabilità dell'esecutore

In tema di reati edilizi, l’intervento di ripristino o ricostruzione di un edificio crollato o demolito è qualificabile come "ristrutturazione edilizia" solo se è possibile accertarne la preesistente "consistenza" (volumetria, altezza, struttura) mediante riscontri documentali o elementi certi e verificabili. In assenza di tali dati oggettivi, non surrogabili da testimonianze generiche o ricordi soggettivi, l'opera richiede il preventivo permesso di costruire. Parallelamente, la responsabilità per le violazioni urbanistiche ed edilizie è ascrivibile anche all'esecutore materiale dei lavori, il quale ha l'obbligo di verificare preliminarmente il rilascio delle prescritte autorizzazioni. Egli risponde a titolo di dolo qualora inizi le opere nonostante l'esito negativo di tale verifica, ovvero a titolo di colpa nel caso in cui ometta del tutto il doveroso accertamento sulla legittimità dei titoli abilitativi.

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Urbanistica.Inammissibilità della SCIA in sanatoria e inconfigurabilità del silenzio-assenso per falsa rappresentazione dei luoghi

Dettagli
Categoria principale: Urbanistica
Categoria: Consiglio di Stato
Pubblicato: 02 Marzo 2026
Visite: 1121

Consiglio di Stato Sez. II n. 655 del 26 gennaio 2026
Urbanistica.Inammissibilità della SCIA in sanatoria e inconfigurabilità del silenzio-assenso per falsa rappresentazione dei luoghi

È inconfigurabile la formazione del silenzio-assenso (ovvero il consolidamento di una SCIA) a fronte di istanze edilizie basate su una falsa o erronea rappresentazione dello stato dei luoghi, poiché tali domande sono radicalmente estranee al modello legale e inidonee a innescare meccanismi di silenzio significativo. La qualificazione di un intervento come "nuova costruzione" anziché "ristrutturazione" — qualora comporti una trasformazione del territorio ulteriore rispetto all'immobile demolito — se accertata con sentenza passata in giudicato, non può essere contestata mediante la presentazione di una SCIA in sanatoria. In presenza di attestazioni non veritiere, l'Amministrazione conserva il potere di dichiarare la nullità e l'inefficacia del titolo anche oltre i termini ordinari, operando la decadenza dai benefici ex art. 75 D.P.R. n. 445/2000. La presentazione di una SCIA effettuata non spontaneamente, ma al solo fine di eludere un ordine di demolizione, ne conferma l'inammissibilità

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Ambiente in genere.Conservazione degli uccelli selvatici

Dettagli
Categoria principale: Ambiente in genere
Categoria: Giurisprudenza Comunitaria
Pubblicato: 02 Marzo 2026
Visite: 319

Corte di giustizia (Prima Sezione) 26 febbraio 2026
« Rinvio pregiudiziale – Ambiente – Conservazione degli uccelli selvatici – Direttiva 2009/147/CE – Divieto di disturbare deliberatamente gli uccelli – Articolo 5, lettera d) – Progetto di costruzione di una strada che comporta la possibilità di disturbare taluni esemplari di determinate specie – Misure di prevenzione e attenuazione degli atti di disturbo – Prova dell’efficacia di tali misure – Valutazione motivata di un perito giudiziario »

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  • Rifiuti.Combustione illecita e principio di correlazione tra accusa e sentenza
  • Urbanistica.Effetti della tutela giurisdizionale sul termine di ottemperanza all'ordine di ripristino urbanistico
  • Ecodelitti.Rapporto tra il delitto di impedimento al controllo e l'illecito contravvenzionale ambientale
  • Urbanistica.Consolidamento della "super-SCIA" e limiti al potere inibitorio tardivo
  • Caccia e animali.Divieto di detenzione di animali selvatici pericolosi e confisca obbligatoria
  • Urbanistica.Natura della tettoia e legittimazione ad agire del confinante
  • Urbanistica.Lottizzazione abusiva: natura progressiva e consumazione
  • Beni ambientali. Limiti alla sanatoria paesaggistica e onere della prova dei volumi tecnici
  • Urbanistica.Le disposizioni in tema di agibilità quale chiave di interpretazione della definizione dell’intervento di manutenzione straordinari
  • Urbanistica.Poteri del giudice dell'esecuzione sulla sanatoria edilizia

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