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LEXAMBIENTE Rivista giuridica a cura di Luca Ramacci - ISSN 2499-3174
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Ambiente in genere. Natura conformativa dei vincoli ambientali e tutela della proprietà

Dettagli
Categoria principale: Ambiente in genere
Categoria: Giurisprudenza CEDU
Pubblicato: 22 Aprile 2026
Visite: 481

Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, Sez. I, Decisione 17 marzo 2026, Ric. n. 47565/22, Vendrame e altri c. Italia
Ambiente in genere. Natura conformativa dei vincoli ambientali e tutela della proprietà

L'istituzione di un'area naturale protetta e i conseguenti vincoli imposti alle attività agricole — quali il divieto di reimpianto di colture arboree specializzate — non integrano una privazione della proprietà, bensì l’esercizio di un potere conformatorio volto a preservare habitat naturali e ripristinare condizioni ecologiche minacciate. Tali limitazioni alle modalità di godimento del bene, giustificate dal valore naturalistico dell'area, circoscrivono i diritti del proprietario in conformità alle caratteristiche naturali del bene stesso e non richiedono indennizzabilità automatica. Non sussiste violazione del diritto al rispetto dei beni di cui all'Art. 1 del Protocollo n. 1 qualora lo Stato disciplini l'uso della proprietà in modo conforme all'interesse generale, specialmente se l'ordinamento prevede incentivi per la biodiversità o indennità su base equitativa per le attività economiche incise, garantendo così un adeguato bilanciamento tra le esigenze private e la tutela ambientale

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Rumore.Autonomia regolamentare comunale nella tutela della quiete pubblica.

Dettagli
Categoria principale: Rumore
Categoria: Consiglio di Stato
Pubblicato: 22 Aprile 2026
Visite: 580

Consiglio di Stato Sez. IV n. 2166 del 16 marzo 2026
Rumore.Autonomia regolamentare comunale nella tutela della quiete pubblica.

La tutela della pubblica tranquillità e della vivibilità urbana costituisce un bene giuridico autonomo e distinto dalla salvaguardia dall'inquinamento acustico di cui alla L. n. 447/1995. Pertanto, i Comuni, nell'esercizio delle funzioni generali di cui all'art. 13 d.lgs. n. 267/2000, possono legittimamente interdire l'emissione di suoni e musica in determinate fasce orarie a prescindere dal superamento dei limiti tecnici fissati dalla zonizzazione acustica. Tale potestà regolamentare può configurare una "presunzione di disturbo", rendendo superflua l'effettuazione di rilievi fonometrici qualora la norma sanzioni il mero fatto oggettivo dell'udibilità esterna dei suoni negli orari proibiti. In tale contesto, l'accertamento degli agenti operanti circa la sussistenza della condotta vietata è assistito da fede privilegiata e l'assenza di rilievi strumentali non inficia la legittimità della sanzione, inclusa quella accessoria della sospensione dell'attività.

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Rifiuti. Natura del digestato da rifiuti solidi urbani

Dettagli
Categoria principale: Rifiuti
Categoria: Cassazione Penale
Pubblicato: 21 Aprile 2026
Visite: 668

Cass. Sez. III n. 11792 del 30 marzo 2026 (UP 23 ott 2025) 
Pres. Ramacci Rel. Gentili Ric. De Biasi 
Rifiuti. Natura del digestato da rifiuti solidi urbani

In tema di gestione dei rifiuti, il "digestato" (liquido o solido) residuato dal trattamento anaerobico della frazione organica dei rifiuti solidi urbani (FORSU) mantiene la natura tecnica di "rifiuto" e non di "sottoprodotto", salvo la prova positiva — gravante sull'imputato — del rispetto di tutte le condizioni di cui all'art. 184-bis d.lgs. 152/2006 e delle norme tecniche di settore. Integra il delitto di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti (art. 260 d.lgs. 152/2006, ora art. 452-quaterdecies c.p.) la condotta di smaltimento di ingenti quantità di tale digestato presso un'azienda agricola per fini di concimazione in assenza di autorizzazione, qualora attuata attraverso una struttura operativa complessa e coordinata tra produttore, trasportatore e utilizzatore. L'ignoranza della normativa tecnica e dei profili giuridici della gestione non costituisce errore scusabile ex art. 5 c.p. per soggetti dotati di specifica competenza professionale nel settore ambientale.

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Urbanistica. Condono edilizio e computo della volumetria massima

Dettagli
Categoria: Acque
Pubblicato: 21 Aprile 2026
Visite: 501

Cass. Sez. III n. 13145 del 10 aprile 2026 (CC 12 marzo 2026) 
Pres. Ramacci Rel. Mengoni Ric. Procuratore generale della Repubblica presso la Corte di appello di Napoli
Urbanistica. Condono edilizio e computo della volumetria massima

In tema di condono edilizio ex art. 39, legge n. 724 del 1994, il limite volumetrico di 750 metri cubi per le nuove costruzioni costituisce un limite unico e assoluto, riferito all'immobile nella sua unitarietà. Non è consentito a fonti secondarie, quali i regolamenti comunali (RUEC), derogare a tale disciplina escludendo dal computo della volumetria determinate parti dell'edificio (come i piani seminterrati o locali non abitabili), in quanto la norma statale è di stretta interpretazione e non prevede sottrazioni basate sulla destinazione d'uso o su ripartizioni interne. Ai fini dell'ultimazione del manufatto, rileva il completamento del "rustico", comprensivo delle tamponature perimetrali, che rende individuabile il volume complessivo a prescindere da ogni successiva articolazione degli spazi interni

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Rifiuti. Recuperi ambientali (R10) e discariche (D1): funzione, presidi tecnici e simmetrie temporali inverse tra i due istituti

Dettagli
Categoria principale: Rifiuti
Categoria: Dottrina
Pubblicato: 21 Aprile 2026
Visite: 948

Recuperi ambientali (R10) e discariche (D1): funzione, presidi tecnici e simmetrie temporali inverse tra i due istituti

di Oreste PATRONE

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Sostanze pericolose.Delocalizzazione di depositi chimici e petrolchimici in ambito portuale

Dettagli
Categoria principale: Sostanze Pericolose
Categoria: Consiglio di Stato
Pubblicato: 21 Aprile 2026
Visite: 440

Consiglio di Stato Sez. IV n. 2325 del 18 marzo 2026
Sostanze pericolose.Delocalizzazione di depositi chimici e petrolchimici in ambito portuale

L’adeguamento tecnico-funzionale (ATF) del piano regolatore portuale, quale strumento semplificato previsto dall’art. 5, comma 5, l. n. 84/1994, è legittimamente esperibile solo per modifiche che non alterino in modo sostanziale la struttura del piano in termini di obiettivi e scelte strategiche. Tale natura "non sostanziale" sussiste solo se i carichi tecnici ed ambientali non mutano in modo significativo; pertanto, è precluso il ricorso all’ATF qualora l’intervento (nella specie, delocalizzazione di depositi chimici e petrolchimici) comporti l'insediamento di sostanze pericolose soggette alla normativa "Seveso", determinando un potenziale notevole impatto ambientale che richiede procedure di valutazione ordinarie e più complesse. La verifica dell'aggravamento dei carichi non può essere condotta su un piano astratto, ma deve ancorarsi al progetto concreto che ha originato il procedimento, non potendo l'amministrazione scindere la pianificazione funzionale dall'istanza di rilocalizzazione effettiva.

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  • Urbanistica. Ordine di demolizione: bilanciamento tra diritto all’abitazione e tutela ambientale
  • Rifiuti. Gestione illecita di rifiuti pericolosi e arresto facoltativo 
  • Urbanistica.Opere di urbanizzazione e discrezionalità della P.A.
  • Beni culturali. Confisca di beni culturali e onere della motivazione tecnica
  • Ambiente in genere. Giurisdizione amministrativa e tutela dell’ambiente
  • Ambiente in genere.Natura del PAUR e limiti al dissenso comunale
  • Urbanistica. Responsabilità dell'appaltatore e mutamento di destinazione d'uso in centro storico
  • Urbanistica.La presenza di valori ambientali e culturali fatti propri dallo strumento urbanistico comunale inibisce la realizzazione di impianti di produzione energetica da fonte rinnovabile
  • Rifiuti.Standard probatorio e riparto di competenze nella bonifica dei siti inquinati
  • Urbanistica. Rapporto tra Piano del Parco e strumenti urbanistici comunali e limiti al mutamento di destinazione d'uso in deroga

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