Alimenti. Controlli, garanzie procedurali e causa estintiva
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Cass. Sez. III n. 22979 del 22 giugno 2026 (UP 13 maggio 2026)
Pres. Ramacci Rel. Gai Ric. Delia
Alimenti. Controlli, garanzie procedurali e causa estintiva
In tema di sicurezza alimentare, l'inosservanza delle garanzie procedimentali di cui al Reg. UE 2017/625 durante le ispezioni non determina l'inutilizzabilità dei risultati probatori ex art. 191 c.p.p., non essendo tale sanzione prevista dalla normativa unionale né da quella nazionale (D.Lgs. 27/2021). L'omesso avviso della facoltà di assistenza legale configura una nullità a regime intermedio, sanata se non eccepita. L'omessa indicazione delle prescrizioni di regolarizzazione non è causa di improcedibilità dell'azione penale per le contravvenzioni della L. 283/1962. Infine, la procedura estintiva introdotta dalla "Riforma Cartabia" (art. 12-ter L. 283/1962) non è applicabile ai procedimenti in cui l'azione penale sia stata già esercitata prima della sua entrata in vigore, stante la deroga espressa all'art. 2, comma 4, c.p. stabilita dalla disciplina transitoria.
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Urbanistica. Natura vincolata della demolizione, requisito della doppia conformità e limiti del diritto all'abitazione
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Consiglio di Stato Sez. II n. 4670 del 10 giugno 2026
Urbanistica. Natura vincolata della demolizione, requisito della doppia conformità e limiti del diritto all'abitazione
L’ordine di demolizione di manufatti abusivi costituisce atto dovuto e vincolato che non richiede specifica motivazione sull’interesse pubblico, essendo quest'ultimo immanente al ripristino della legalità violata tramite la descrizione delle opere e delle violazioni. Per l’ottenimento del permesso in sanatoria ordinario è necessario il rigoroso rispetto del principio della "doppia conformità" alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente sia al momento della realizzazione dell’abuso che della presentazione dell’istanza. In ambito paesaggistico, la sanatoria è categoricamente esclusa ex art. 167 d.lgs. 42/2004 per interventi che abbiano determinato la creazione di nuovi volumi o superfici utili. Il diritto all'abitazione e lo stato di necessità non operano come esimenti assolute: l’ordine di demolizione è legittimo e proporzionato quando l’interesse privato è contemperato con la salvaguardia dell'ambiente e il responsabile ha fruito di un tempo sufficiente per regolarizzare l'opera o reperire una soluzione abitativa alternativa. L'eventuale istanza di sanatoria semplificata ex art. 36-bis d.p.r. 380/2001, introdotta dal cd. "Salva Casa", incide solo sull'efficacia esecutiva e non sulla legittimità del provvedimento repressivo già emesso.
Beni ambientali. Aree protette, parchi e riserve naturali
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Corte costituzionale n. 116 del 30 giugno 2026
Oggetto: Ambiente - Aree protette, parchi e riserve naturali - Norme della Regione Toscana - Modifiche alla l. reg.le n. 30 del 2015 - Sospensione e riduzione in pristino di interventi, progetti e attività, realizzati o in corso di realizzazione, senza la previa sottoposizione alle procedure di valutazione di incidenza (VINCA) - Previsione della eventuale sospensione, anziché della sospensione obbligatoria, dei lavori o delle attività iniziati in assenza della preventiva VINCA.
Dispositivo: non fondatezza
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Ambiente in genere. Sindacato del giudice penale sulle misure di bilanciamento per impianti di interesse strategico nazionale
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Cass. Sez. III n. 22855 del 22 giugno 2026 (CC 8 apr 2026)
Pres. Ramacci Rel. Galanti Ric. Procuratore della Repubblica di Siracusa
Ambiente in genere. Sindacato del giudice penale sulle misure di bilanciamento per impianti di interesse strategico nazionale.
In tema di sequestro di stabilimenti di interesse strategico nazionale, il giudice penale, pur vincolato ad autorizzare la prosecuzione dell'attività in presenza di un decreto governativo di bilanciamento, conserva il potere-dovere di esercitare un sindacato incidentale di legittimità finalizzato all'attivazione del c.d. "freno di emergenza". Tale controllo deve verificare che le misure non travalichino il "punto morto inferiore" della tutela costituzionale, identificato nel divieto per l'iniziativa economica di recare danno alla salute e all'ambiente ex art. 41 Cost.. Il giudice è tenuto ad accertare la sussistenza di un'adeguata istruttoria, di una motivazione non apparente e di un sistema di monitoraggio effettivo che garantisca la protezione dei beni giuridici. È, in particolare, illegittimo il superamento dei limiti di emissione per inquinanti "assolutamente inderogabili" operato mediante il ricorso a medie mensili o annuali che aggirino i limiti giornalieri fissati dalla normativa primaria (T.U.A.), eludendo l'obiettivo di ricondurre gradualmente l'attività entro i parametri di sostenibilità legale
Urbanistica. Qualificazione di nuova costruzione per strutture metalliche industriali e limiti del regime di edilizia libera
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Consiglio di Stato Sez. II n. 4355 del 1 giugno 2026.
Urbanistica. Qualificazione di nuova costruzione per strutture metalliche industriali e limiti del regime di edilizia libera
Configura un intervento di nuova costruzione soggetto a permesso di costruire, ai sensi dell’art. 3, comma 1, lett. e) del d.P.R. n. 380/2001, la realizzazione di una struttura metallica di rilevanti dimensioni (nel caso di specie oltre 300 mq) stabilmente ancorata a un basamento in calcestruzzo e idonea a determinare una trasformazione permanente del territorio. Tale manufatto non può qualificarsi come "pergotenda" qualora la struttura portante in acciaio assuma un rilievo costruttivo primario rispetto alla copertura, invertendo il necessario rapporto di accessorietà e creando un ambiente chiuso stabilmente inserito nel ciclo funzionale dello stabilimento. Parimenti, non è invocabile il regime di edilizia libera previsto per le coperture estensibili a protezione del carico/scarico merci (es. art. 4, l.r. Marche n. 17/2015) se l'opera eccede la funzione di mero riparo, realizzando una significativa estensione della superficie coperta che modifica le caratteristiche complessive dell'insediamento. Infine, in virtù del principio tempus regit actum, la legittimità dell’ordine di ripristino va apprezzata al momento dell’adozione del provvedimento, restando irrilevanti eventuali rimozioni parziali spontanee avvenute dopo l’accertamento
Ambiente in genere. Decadenza obbligatoria della concessione demaniale e riflessi penali
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Cass. Sez. III n. 22062 del 15 giugno 2026 (CC 17 apr 2026)
Pres. Aceto Rel. Gai Ric. Martino
Ambiente in genere. Decadenza obbligatoria della concessione demaniale e riflessi penali
In tema di demanio marittimo, la disciplina della Regione Calabria (L.R. n. 17/2005) prevede l’obbligatorietà della dichiarazione di decadenza della concessione da parte del Comune al verificarsi di specifiche condizioni, tra cui l'inadempienza di obblighi derivanti dalla concessione o imposti da leggi e regolamenti (quale l'occupazione di un'area maggiore di quella consentita). In presenza di una causa di decadenza vincolata, l'eventuale correttezza formale dell'iter amministrativo o la conformità delle opere al progetto diventano irrilevanti ai fini della legittimità dell'occupazione, essendo venuti meno i presupposti giuridici del titolo. Sotto il profilo penale, il giudice non "disapplica" l'atto amministrativo, ma accerta autonomamente la sussistenza della fattispecie criminosa verificando se la trasformazione del territorio sia avvenuta in violazione dei parametri di legalità urbanistica ed edilizia, integrati dalle prescrizioni della concessione e degli strumenti urbanistici vigenti.
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