Rifiuti. Criteri di configurabilità del trasporto illecito di rifiuti
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Cass. Sez. III n. 20126 del 01 giugno 2026 (UP 25 feb 2026)
Pres. Ramacci Rel. Zunica Ric. Alferi e Scerra
Rifiuti. Criteri di configurabilità del trasporto illecito di rifiuti
In tema di gestione illecita di rifiuti, l’occasionalità del trasporto deve essere esclusa quando la condotta presenti caratteri di strutturazione desumibili dall'impiego di un mezzo idoneo (autocarro con cassone), dalla natura eterogenea e ingombrante dei beni trasportati e dal concorso di più persone.
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Elettrosmog. Localizzazione impianti di telefonia mobile: oneri istruttori e silenzio-assenso
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Consiglio di Stato Sez. VI n. 3909 del 18 maggio 2026
Elettrosmog. Localizzazione impianti di telefonia mobile: oneri istruttori e silenzio-assenso
In materia di installazione di infrastrutture di telefonia mobile, la formazione del titolo abilitativo per silenzio-assenso ai sensi dell’art. 44 d.lgs. n. 259/2003 non esonera l’Amministrazione comunale dall’obbligo di svolgere un’adeguata e autonoma attività istruttoria. Il Comune è tenuto a verificare puntualmente il rispetto dei criteri di localizzazione e l’esistenza di aree preferenziali stabiliti dal proprio regolamento (ex art. 8, comma 6, l. n. 36/2001), non potendosi limitare a recepire acriticamente le autodichiarazioni del gestore. Tale accertamento deve essere concreto e preventivo, volto a valutare l’effettiva impossibilità tecnica di siti alternativi o soluzioni di cositing. Conseguentemente, il vizio di difetto di istruttoria che inficia il silenzio-assenso non può essere sanato mediante integrazioni documentali o relazioni tecniche prodotte solo in sede di giudizio, poiché la verifica della legittimità dell’azione amministrativa deve necessariamente precedere la conclusione del procedimento a tutela dei soggetti controinteressati.
Acque. Territorio e patrimonio idrico
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Corte costituzionale n. 100 del 9 giugno 2026
Oggetto: Acque - Territorio e patrimonio idrico - Norme della Regione autonoma Sardegna - Modifica alla l. reg.le n. 45 del 1989 - Pianificazione comunale - Previsione che il piano deve considerare l'intero territorio comunale, nonché le acque costiere di cui all’ art. 54 del d.lgs. n. 152 del 2006, immediatamente prospicenti la linea di battigia marina, alle quali, in mancanza di specifica normativa, si estende la disciplina delle aree a terra - Paesaggio - Pianificazione - Disposizioni di salvaguardia delle zone umide - Ambiente - Foreste - Modifica alla l. reg.le n. 8 del 2016 - Interventi e trasformazioni realizzati nelle zone sottoposte a vincolo idrogeologico ai sensi del regio decreto n. 3267 del 1923 (Riordinamento e riforma della legislazione in materia di boschi e di terreni montani) - Autorizzazione paesaggistica - Modifica alla l. reg.le n. 12 del 1998 - Attribuzione all’organo comunale della competenza in materia di accertamenti di compatibilità paesaggistica e dei relativi provvedimenti sanzionatori di cui all'art. 167 del d.lgs. n. 42 del 2004, per opere eseguite in assenza o in difformità dall'autorizzazione - Competenza dei Servizi regionali di tutela del paesaggio - Previsione che gli strumenti urbanistici previsti dall'art. 21 della l. reg.le n. 45 del 1989 sono sottoposti all'approvazione paesaggistica del Servizio tutela del paesaggio regionale competente per territorio.
Dispositivo: illegittimità costituzionale - illegittimità costituzionale parziale - non fondatezza - non fondatezza nei sensi di cui in motivazione - inammissibilità
Urbanistica. Inapplicabilità della fiscalizzazione agli abusi in zona vincolata
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Cass. Sez. III n. 19258 del 27 maggio 2026 (CC 10 dic 2025)
Pres. Ramacci Rel. Gentili Ric. D’Ambrosio
Urbanistica. Inapplicabilità della fiscalizzazione agli abusi in zona vincolata
In tema di reati edilizi, la procedura di "fiscalizzazione" dell'illecito prevista dall'art. 34, comma 2, d.P.R. n. 380 del 2001 è applicabile esclusivamente alle opere realizzate in parziale difformità dal titolo abilitativo. Tale procedura non è invece mai esperibile per interventi eseguiti in zone sottoposte a vincolo paesaggistico, i quali, se realizzati in difformità dal titolo, sono considerati per legge in difformità totale rispetto all'intervento autorizzato. Ne consegue che la pendenza di una istanza di fiscalizzazione o l'accertamento dell'inerzia della P.A. su di essa non giustificano la sospensione dell'ordine di demolizione, specie laddove l'abuso abbia comportato la creazione di nuovi volumi e superfici, opere comunque estranee al perimetro applicativo della sanzione pecuniaria sostitutiva
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Rifiuti. Discarica e inammissibilità del rinnovo semplificato in presenza di vincoli paesaggistici sopravvenuti
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Consiglio di Stato Sez. IV n. 4000 del 19 maggio 2026
Rifiuti. Discarica e inammissibilità del rinnovo semplificato in presenza di vincoli paesaggistici sopravvenuti
La procedura di rinnovo dell’autorizzazione per la gestione di una discarica mediante autocertificazione, ai sensi dell’art. 209 d.lgs. n. 152/2006, non presuppone l’assoluta immutabilità dello stato di fatto dell’impianto rispetto all’autorizzazione originaria, bensì la mera legittimità delle eventuali modifiche intervenute. Tuttavia, la sopravvenienza di un vincolo paesaggistico o ambientale (nella specie, un vincolo boschivo) in epoca successiva al rilascio del titolo originario ma precedente all'istanza di rinnovo, preclude l’utilizzo del modulo semplificato. In sede di rinnovo, infatti, la conformità dell'impianto deve essere vagliata alla luce della disciplina urbanistica e paesaggistica vigente al momento della nuova istanza. Ne consegue che l’esistenza di un vincolo sopravvenuto impone il ricorso alla procedura ordinaria di cui all'art. 208 d.lgs. n. 152/2006, affinché l'amministrazione possa operare, tipicamente mediante conferenza di servizi e nel rispetto del principio del contrarius actus, una rinnovata e puntuale valutazione tecnica circa la compatibilità dell’impianto con il mutato regime vincolistico dell’area
Urbanistica. Titolo abilitativo per opere di sbancamento e prosecuzione di lavori abusivi
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Cass. Sez. III n. 19269 del 27 maggio 2026 (CC 9 apr 2026)
Pres. Ramacci Rel. Di Stasi Ric. Pisciuneri
Urbanistica. Titolo abilitativo per opere di sbancamento e prosecuzione di lavori abusivi
In tema di reati urbanistici, le opere di scavo, di sbancamento e di livellamento del terreno che non abbiano finalità agricola, ma siano idonee a incidere sul tessuto urbanistico e a comportare una modifica permanente dei luoghi, necessitano del preventivo rilascio del permesso di costruire, configurando in difetto il reato di cui all'art. 44 d.P.R. n. 380/2001. La prosecuzione di lavori edili su manufatti o interventi originariamente abusivi integra una nuova condotta illecita, indipendentemente dall'entità delle attività compiute e anche qualora per l'edificazione iniziale sia maturato il termine di prescrizione, poiché i nuovi interventi partecipano della medesima illegittimità dell'opera principale alla quale sono strutturalmente e funzionalmente connessi.
- Rifiuti. La regolazione del servizio di gestione dei rifiuti urbani e la dialettica con il contratto di servizio nella giurisprudenza amministrativa: punti fermi e nodi ancora da sciogliere
- Acque. Assoggettabilità ad AIA dei depuratori di reflui industriali
- Urbanistica. Autonomia del gudice penale e limiti del giudicato amministrativo in materia edilizia
- Beni Ambientali. Piano Paesaggistico, Piano del Parco e Governo del Territorio: la prevalenza della tutela paesaggistica tra D.Lgs. 42/2004, L. 394/1991 e L.R. Campania 16/2004
- Rifiuti. Responsabilità solidale e accertamento del nesso causale nella bonifica dei siti contaminati
- Urbanistica. Inapplicabilità dell’ordine di demolizione giudiziale alle ipotesi di parziale difformità
- Rifiuti. Abbandono di rifiuti, mancata rimozione e posizioni di garanzia
- Urbanistica. Natura vincolata dell’ordine di demolizione e irrilevanza dei vizi procedimentali
- Acque. Scarichi industriali di lavanderie e onere della prova per l'assimilazione ai domestici
- Urbanistica. Sul mutamento di destinazione d'uso ex art. 23-ter D.P.R. 380/2001
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