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LEXAMBIENTE Rivista giuridica a cura di Luca Ramacci - ISSN 2499-3174
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Urbanistica. Natura permanente e prescrizione delle violazioni sismiche "formali"

Dettagli
Categoria principale: Urbanistica
Categoria: Cassazione Penale
Pubblicato: 06 Marzo 2026
Visite: 45

Cass. Sez. III n. 7627 del 26 febbraio 2026 (UP 11 feb 2026) 
Pres. Ramacci Rel. Bucca Ric. Biscotti e altri
Urbanistica. Natura permanente e prescrizione delle violazioni sismiche "formali"

In tema di violazioni della normativa antisismica, le contravvenzioni di cui all'art. 95 D.P.R. n. 380/2001, concernenti l'omessa denuncia dei lavori e l'inizio delle opere senza previa autorizzazione (artt. 93 e 94 D.P.R. cit.), costituiscono fattispecie "a consumazione prolungata" aventi natura di reato permanente. La consumazione di tali reati perdura finché si protrae l'offesa al bene della pubblica incolumità e cessa soltanto con l'adempimento degli obblighi legali omessi o con l'ultimazione delle opere. Ne consegue che, una volta accertata la data di ultimazione dei lavori edilizi, il giudice deve far decorrere da tale momento il termine di prescrizione anche per i suddetti reati formali, non potendo limitare la declaratoria di estinzione per prescrizione alle sole violazioni sostanziali ove i termini risultino spirati per entrambe le fattispecie

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Rifiuti.Riqualificazione tra abbandono e deposito incontrollato di rifiuti

Dettagli
Categoria principale: Rifiuti
Categoria: Cassazione Penale
Pubblicato: 06 Marzo 2026
Visite: 56

Cass. Sez. III n. 7068 del 23 febbraio 2026 (UP 11 febbraio 2026) 
Pres. Ramacci Rel. Galanti Ric. Luciani
Rifiuti.Riqualificazione tra abbandono e deposito incontrollato di rifiuti

In tema di reati ambientali, la distinzione tra l’abbandono di rifiuti e il deposito incontrollato (art. 256, comma 2, d.lgs. 152/2006) risiede non nella condotta materiale, ma nella finalità dell’agente: l’abbandono è reato istantaneo con volontà esclusivamente dismissiva, mentre il deposito incontrollato è reato permanente che implica una volontà gestoria prodromica al recupero o allo smaltimento. La riqualificazione del fatto da "abbandono" a "deposito incontrollato" operata dal giudice non viola il principio di correlazione tra accusa e sentenza (art. 521 c.p.p.), né l'obbligo di attivazione del contraddittorio per diversa definizione giuridica (art. 611, comma 1-sexies, c.p.p.), qualora la condotta materiale resti identica e l'imputato abbia potuto interloquire sulla qualificazione giuridica del fatto nel corso del processo, configurandosi una mera emendatio libelli.

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Sviluppo sostenibile.Inapplicabilità del silenzio-assenso e autonomia della fase di verifica (RVC) nei certificati bianchi

Dettagli
Categoria principale: Sviluppo sostenibile
Categoria: Consiglio di Stato
Pubblicato: 06 Marzo 2026
Visite: 54

Consiglio di Stato Sez. II n. 969 del 6 febbraio 2026
Sviluppo sostenibile.Inapplicabilità del silenzio-assenso e autonomia della fase di verifica (RVC) nei certificati bianchi

L’istituto del silenzio-assenso ex art. 20, comma 4, l. n. 241/1990 è inapplicabile al settore degli incentivi per l’efficienza energetica, in quanto riconducibile alla materia ambientale, espressamente sottratta a tale meccanismo semplificatorio. La specifica previsione di cui all’art. 6, comma 3, d.m. 28 dicembre 2012, che contempla un’ipotesi di assenso tacito, è limitata alla sola Proposta di Progetto e Programma di Misura (PPPM) e non è estensibile per analogia alla Richiesta di Verifica e Certificazione (RVC). Il procedimento per il rilascio dei titoli di efficienza energetica ha natura a formazione progressiva: l'approvazione della PPPM è atto presupposto necessario ma non sufficiente, restando fermo il potere-dovere del GSE di svolgere un’autonoma istruttoria su ogni singola RVC per accertare l’effettiva addizionalità dei risparmi. Tale requisito, gravante sul richiedente in virtù del principio di autoresponsabilità, esclude l'incentivo qualora l'intervento risulti economicamente sostenibile già grazie ai soli risparmi generati (basso Pay Back Time), poiché in tal caso il sostegno pubblico si tradurrebbe in un mero sussidio lesivo della concorrenza.

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Ecodelitti.Prova dell’inquinamento ambientale e responsabilità dell’amministratore di fatto

Dettagli
Categoria principale: Ecodelitti
Categoria: Cassazione Penale
Pubblicato: 05 Marzo 2026
Visite: 142

Cass. Sez. III n. 7066 del 23 febbraio 2026 (UP 11 feb 2026) 
Pres. Ramacci Rel. Galanti Ric. Di Caterino
Ecodelitti.Prova dell’inquinamento ambientale e responsabilità dell’amministratore di fatto

In tema di inquinamento ambientale (art. 452-bis cod. pen.), la prova del "deterioramento" o della "compromissione" delle matrici ambientali, che devono essere "significativi e misurabili", non richiede necessariamente l’espletamento di perizie tecniche qualora l’evento sia di macroscopica evidenza e immediatamente percepibile (come nel caso di inondazione del suolo da parte di ingenti e stratificati quantitativi di liquami zootecnici). Tali nozioni descrivono uno squilibrio strutturale o funzionale del bene che, pur non essendo irreversibile, deve essere effettivo e sostanziale. Quanto alla gestione illecita di rifiuti (art. 256, comma 2, d.lgs. 152/2006), la responsabilità penale è configurabile non solo in capo al titolare formale dell'impresa, ma nei confronti di chiunque eserciti concreti poteri gestori o di rappresentanza, operando quale amministratore di fatto nell'esercizio di un'attività economica.

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Rifiuti.End of Waste e REACH

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Categoria principale: Rifiuti
Categoria: Dottrina
Pubblicato: 05 Marzo 2026
Visite: 146

End of Waste e REACH

di Mauro SANNA

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Ambiente in genere.Momento consumativo dell'esecuzione di opere nella fascia di rispetto demaniale 

Dettagli
Categoria principale: Ambiente in genere
Categoria: Cassazione Penale
Pubblicato: 05 Marzo 2026
Visite: 103

Cass. Sez. III n. 7628 del 26 febbraio 2026 (UP 11 feb 2026) 
Pres. Ramacci Rel. Bucca Ric. Trapani
Ambiente in genere.Momento consumativo dell'esecuzione di opere nella fascia di rispetto demaniale 

In tema di reati contro il demanio marittimo, la contravvenzione di esecuzione di nuove opere nella fascia di rispetto di trenta metri senza la prescritta autorizzazione (artt. 55 e 1161 cod. nav.), qualora l'intervento insista esclusivamente su proprietà privata e non determini un'occupazione di suolo demaniale o un impedimento all'uso pubblico dello stesso, ha natura di reato permanente la cui consumazione cessa con l'ultimazione dei lavori. Ne consegue che il termine di prescrizione decorre dal momento del completamento dell'opera abusiva e non può essere protratto valorizzando l'eventuale incidenza sul godimento del bene comune, poiché tale effetto riguarda fattispecie di reato diverse (impedimento dell'uso pubblico o occupazione abusiva) non contestate nel caso in cui l'imputazione sia limitata alla sola inosservanza dei vincoli di cui all'art. 55 cod. nav.

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  • Urbanistica.Permesso di costruire condizionato al pagamento degli oneri di urbanizzazione
  • Rifiuti.Deposito incontrollato e particolare tenuità del fatto
  • Urbanistica.Estensione dell'ordine di demolizione e limiti del terzo condono edilizio in aree vincolate
  • Urbanistica.Criteri di quantificazione della sanzione pecuniaria sostitutiva della demolizione (c.d. fiscalizzazione)
  • Ecodelitti.Competenza territoriale nel delitto di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti
  • Urbanistica.Ordine di demolizione, principio di proporzionalità e acquisizione al patrimonio comunale
  • Rifiuti.Natura di sottoprodotto e certezza del riutilizzo in concreto
  • Urbanistica.Ristrutturazione demo-ricostruttiva e ripristino di edifici demoliti: superato il principio della “fedele ricostruzione”, centralità della “preesistente consistenza”
  • Urbanistica.Ristrutturazione di ruderi e responsabilità dell'esecutore
  • Urbanistica.Inammissibilità della SCIA in sanatoria e inconfigurabilità del silenzio-assenso per falsa rappresentazione dei luoghi

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