Urbanistica.Poteri del giudice dell'esecuzione sulla sanatoria edilizia
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Cass. Sez. III n. 5053 del 9 febbraio 2026 (CC 14 gen 2026)
Pres. Ramacci Rel. Pazienza Ric. Procuratore della Repubblica
Urbanistica.Poteri del giudice dell'esecuzione sulla sanatoria edilizia
In materia edilizia, il giudice dell'esecuzione investito di un'istanza di revoca dell'ordine di demolizione ha il potere-dovere di verificare non solo la formale esistenza, ma anche la legittimità sostanziale del titolo abilitativo in sanatoria. Tale verifica deve riguardare il rispetto dei requisiti di legge, inclusa la doppia conformità, e la corrispondenza tra quanto autorizzato e l'opera realizzata. Integra un vizio di motivazione l'ordinanza che si limiti ad affermazioni meramente probabilistiche o apparenti, incorrendo in travisamento dei fatti laddove ometta di accertare la reale natura dell'intervento (nella specie, una nuova costruzione in cemento armato con caratteristiche di mansarda abitativa, erroneamente considerata come semplice sostituzione di una preesistente tettoia in legno).
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Sviluppo sostenibile.Rapporto di alternatività tra le aree idonee ex art. 20 d.lgs. n. 199/2021
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Consiglio di Stato Sez. IV n. 813 del 30 gennaio 2026
Sviluppo sostenibile.Rapporto di alternatività tra le aree idonee ex art. 20 d.lgs. n. 199/2021
In tema di individuazione delle aree idonee per l’installazione di impianti da fonti rinnovabili nel regime transitorio, il rapporto tra le fattispecie di cui alla lettera c-ter) e alla lettera c-quater) dell’art. 20, comma 8, del d.lgs. n. 199/2021 deve essere inteso in termini di autonomia e alternatività. L’incipit «fatto salvo» contenuto nella lettera c-quater) configura una relazione di sussidiarietà, per cui tale norma è applicabile solo laddove non ricorrano i presupposti delle categorie precedentemente elencate. Ne consegue che la qualificazione di un’area come idonea ai sensi della lettera c-ter) esclude l’applicazione dei più restrittivi limiti previsti dalla lettera c-quater), quali le fasce di rispetto dai beni tutelati. Tale interpretazione è coerente con la ratio di massima diffusione delle energie rinnovabili, volta ad ampliare e non a limitare le superfici disponibili, specialmente in aree già parzialmente antropizzate.
Urbanistica.Art. 9 d.m. 2 aprile 1968 n. 1444: disciplina delle distanze tra edifici e dalle strade, assetto normativo e giurisprudenziale aggiornato
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Art. 9 d.m. 2 aprile 1968 n. 1444: disciplina delle distanze tra edifici e dalle strade, assetto normativo e giurisprudenziale aggiornato
di Antonio VERDEROSA
Rifiuti.Nozione di rifiuto e prova della pericolosità nelle componenti di veicoli
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Cass. Sez. III n. 5046 del 9 febbraio 2026 (UP 15 gen 2026)
Pres. Ramacci Rel. Bucca Ric. Galushko
Rifiuti.Nozione di rifiuto e prova della pericolosità nelle componenti di veicoli
In tema di gestione dei rifiuti, la natura di "rifiuto" di una sostanza o di un oggetto prescinde da ogni valutazione puramente soggettiva del detentore o dalla sua eventuale utilità economica per terzi, dovendo essere accertata sulla base di dati obiettivi che definiscano la condotta del detentore o un obbligo di disfarsi del materiale. Ai fini del reato di deposito incontrollato di rifiuti speciali pericolosi (art. 256, comma 2, d.lgs. 152/2006), la natura pericolosa di parti di veicoli "non bonificati" (quali motori con oli esausti o batterie) è intrinseca alla natura stessa dei beni e non richiede un preventivo accertamento tecnico dell'ARPA, essendo sufficiente il riscontro oggettivo del carattere di pericolosità. Inoltre, la qualifica di titolare d'impresa, necessaria per l'integrazione della fattispecie incriminatrice, può essere legittimamente desunta da elementi fattuali quali la presenza esclusiva dell'agente sul luogo e lo svolgimento dell'attività tipica in assenza di indicazioni contrarie o giustificazioni da parte dell'imputato.
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Urbanistica. Unitarietà degli abusi e termini perentori nel condono edilizio
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Consiglio di Stato Sez. VII n. 640 del 26 gennaio 2026
Urbanistica. Unitarietà degli abusi e termini perentori nel condono edilizio
In tema di sanatoria straordinaria, il termine di tre mesi previsto dall’art. 39, comma 4, della legge n. 724/1994 per l'integrazione della documentazione richiesta dall'Amministrazione ha natura perentoria; ne consegue che l'inottemperanza a tale termine legittima la definizione dell’istanza in senso negativo. Ai fini della valutazione del rilascio del titolo in sanatoria, l'Amministrazione deve procedere a un apprezzamento globale e unitario della pluralità di opere realizzate, in quanto la considerazione atomistica dei singoli interventi non permette di comprendere adeguatamente l’impatto effettivo complessivo dell'organismo edilizio sull’assetto del territorio
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Urbanistica.Responsabilità del comproprietario e prova della permanenza del reato edilizio
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Cass. Sez. III n. 5044 del 9 febbraio 2026 (UP 15 gen 2026)
Pres. Ramacci Rel. Bucca Ric. Caccamo
Urbanistica.Responsabilità del comproprietario e prova della permanenza del reato edilizio
In tema di reati edilizi, la responsabilità del comproprietario non committente può essere legittimamente desunta da elementi indiziari gravi, precisi e concordanti, quali la piena disponibilità giuridica e di fatto del bene, l'interesse specifico alla costruzione, la convivenza con il coimputato e la presenza durante il sopralluogo, gravando sull'interessato l'onere di allegare circostanze idonee a dimostrare l'estraneità ai lavori. Inoltre, l'accertamento della data di cessazione della permanenza del reato può fondarsi sull'esame del materiale fotografico che attesti lo stato di attività del cantiere o la recente esecuzione delle finiture (intonaci lindi, infissi nuovi, arnesi sul posto). Tale valutazione costituisce un apprezzamento di fatto insindacabile in sede di legittimità se sorretto da motivazione logica, restando preclusa alla Corte di cassazione la rilettura degli elementi probatori o l'adozione di ricostruzioni alternative proposte dal ricorrente.
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