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LEXAMBIENTE Rivista giuridica a cura di Luca Ramacci - ISSN 2499-3174
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Urbanistica. Condono edilizio e computo della volumetria massima

Dettagli
Categoria: Acque
Pubblicato: 21 Aprile 2026
Visite: 249

Cass. Sez. III n. 13145 del 10 aprile 2026 (CC 12 marzo 2026) 
Pres. Ramacci Rel. Mengoni Ric. Procuratore generale della Repubblica presso la Corte di appello di Napoli
Urbanistica. Condono edilizio e computo della volumetria massima

In tema di condono edilizio ex art. 39, legge n. 724 del 1994, il limite volumetrico di 750 metri cubi per le nuove costruzioni costituisce un limite unico e assoluto, riferito all'immobile nella sua unitarietà. Non è consentito a fonti secondarie, quali i regolamenti comunali (RUEC), derogare a tale disciplina escludendo dal computo della volumetria determinate parti dell'edificio (come i piani seminterrati o locali non abitabili), in quanto la norma statale è di stretta interpretazione e non prevede sottrazioni basate sulla destinazione d'uso o su ripartizioni interne. Ai fini dell'ultimazione del manufatto, rileva il completamento del "rustico", comprensivo delle tamponature perimetrali, che rende individuabile il volume complessivo a prescindere da ogni successiva articolazione degli spazi interni

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Rifiuti. Recuperi ambientali (R10) e discariche (D1): funzione, presidi tecnici e simmetrie temporali inverse tra i due istituti

Dettagli
Categoria principale: Rifiuti
Categoria: Dottrina
Pubblicato: 21 Aprile 2026
Visite: 574

Recuperi ambientali (R10) e discariche (D1): funzione, presidi tecnici e simmetrie temporali inverse tra i due istituti

di Oreste PATRONE

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Sostanze pericolose.Delocalizzazione di depositi chimici e petrolchimici in ambito portuale

Dettagli
Categoria principale: Sostanze Pericolose
Categoria: Consiglio di Stato
Pubblicato: 21 Aprile 2026
Visite: 224

Consiglio di Stato Sez. IV n. 2325 del 18 marzo 2026
Sostanze pericolose.Delocalizzazione di depositi chimici e petrolchimici in ambito portuale

L’adeguamento tecnico-funzionale (ATF) del piano regolatore portuale, quale strumento semplificato previsto dall’art. 5, comma 5, l. n. 84/1994, è legittimamente esperibile solo per modifiche che non alterino in modo sostanziale la struttura del piano in termini di obiettivi e scelte strategiche. Tale natura "non sostanziale" sussiste solo se i carichi tecnici ed ambientali non mutano in modo significativo; pertanto, è precluso il ricorso all’ATF qualora l’intervento (nella specie, delocalizzazione di depositi chimici e petrolchimici) comporti l'insediamento di sostanze pericolose soggette alla normativa "Seveso", determinando un potenziale notevole impatto ambientale che richiede procedure di valutazione ordinarie e più complesse. La verifica dell'aggravamento dei carichi non può essere condotta su un piano astratto, ma deve ancorarsi al progetto concreto che ha originato il procedimento, non potendo l'amministrazione scindere la pianificazione funzionale dall'istanza di rilocalizzazione effettiva.

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Urbanistica. Ordine di demolizione: bilanciamento tra diritto all’abitazione e tutela ambientale

Dettagli
Categoria principale: Urbanistica
Categoria: Cassazione Penale
Pubblicato: 20 Aprile 2026
Visite: 290

Cass. Sez. III n. 11312 del 26 marzo 2026 (CC 25 feb 2026) 
Pres. Ramacci Rel. Mengoni Ric. Petrone
Urbanistica. Ordine di demolizione: bilanciamento tra diritto all’abitazione e tutela ambientale

Il diritto all'abitazione (ex artt. 2-3 Cost. e 8 CEDU) non è assoluto, ma deve essere contemperato con la salvaguardia ambientale e l'ordinato sviluppo del territorio. La verifica di proporzionalità di un ordine di demolizione richiede di valutare: l'uso del manufatto come abituale residenza, la consapevolezza dell'illiceità, la gravità dell'abuso, il tempo trascorso per reperire soluzioni alternative e l'assenza di inerzia del condannato nel regolarizzare l’opera. In ogni caso, l'ingiustificata inottemperanza all'ingiunzione amministrativa di demolizione entro novanta giorni determina l'automatica acquisizione gratuita del bene al patrimonio comunale. Tale acquisizione comporta la perdita del diritto di proprietà e del conseguente interesse giuridico del precedente titolare a richiedere la revoca o la sospensione dell'ordine di demolizione penale, divenendo egli un soggetto terzo estraneo alle vicende del bene.

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Rifiuti. Gestione illecita di rifiuti pericolosi e arresto facoltativo 

Dettagli
Categoria principale: Rifiuti
Categoria: Cassazione Penale
Pubblicato: 20 Aprile 2026
Visite: 354

Cass. Sez. III n. 13144 del 10 aprile 2026 (CC 12 mar 2026) 
Pres. Ramacci Rel. Mengoni Ric. P.M. presso Trib. Bari
Rifiuti. Gestione illecita di rifiuti pericolosi e arresto facoltativo 

In seguito alla novella dell'art. 256, comma 1, d. lgs. n. 152 del 2006 (introdotta dal d.l. n. 116 del 2025, convertito in l. n. 147 del 2025), la condotta di gestione non autorizzata di rifiuti pericolosi è stata elevata a delitto, punito con la pena della reclusione da uno a cinque anni. Ne consegue che, per tale fattispecie, è legittimamente eseguibile l'arresto facoltativo in flagranza ai sensi dell'art. 381 cod. proc. pen., a prescindere dalla sussistenza delle ulteriori circostanze aggravanti previste dal comma 1-bis della medesima norma, poiché la natura delittuosa del fatto discende già dal carattere pericoloso dei rifiuti oggetto dell'attività illecita.

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Urbanistica.Opere di urbanizzazione e discrezionalità della P.A.

Dettagli
Categoria principale: Urbanistica
Categoria: Consiglio di Stato
Pubblicato: 20 Aprile 2026
Visite: 292

Consiglio di Stato Sez. IV n. 2167 del 16 marzo 2026
Urbanistica.Opere di urbanizzazione e discrezionalità della P.A.

La scelta dell’Amministrazione comunale in ordine all’esecuzione di opere di urbanizzazione primaria (quali reti fognarie, idriche o di illuminazione) costituisce espressione di un’ampia discrezionalità in materia di politica urbanistica e allocazione delle risorse finanziarie, sindacabile solo per manifesta irragionevolezza. L’edificazione di fatto di una porzione di territorio e la sua parziale urbanizzazione non determinano l’insorgenza di un obbligo giuridico di completamento delle infrastrutture, né tale dovere può scaturire automaticamente dal rilascio di titoli edilizi onerosi, in assenza di specifiche clausole convenzionali o atti di programmazione attuali ed esecutivi. Parimenti, la costituzione di una servitù di uso pubblico mediante dicatio ad patriam non comporta il trasferimento della proprietà del bene né impone all'ente pubblico l’obbligo di realizzare nuove reti tecnologiche, restando tali interventi subordinati a valutazioni di interesse pubblico e alla disponibilità di bilancio. Conseguentemente, è legittimo il diniego comunale fondato sulla mancata previsione delle opere nel piano triennale e sulla destinazione agricola dell'area

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  • Beni culturali. Confisca di beni culturali e onere della motivazione tecnica
  • Ambiente in genere. Giurisdizione amministrativa e tutela dell’ambiente
  • Ambiente in genere.Natura del PAUR e limiti al dissenso comunale
  • Urbanistica. Responsabilità dell'appaltatore e mutamento di destinazione d'uso in centro storico
  • Urbanistica.La presenza di valori ambientali e culturali fatti propri dallo strumento urbanistico comunale inibisce la realizzazione di impianti di produzione energetica da fonte rinnovabile
  • Rifiuti.Standard probatorio e riparto di competenze nella bonifica dei siti inquinati
  • Urbanistica. Rapporto tra Piano del Parco e strumenti urbanistici comunali e limiti al mutamento di destinazione d'uso in deroga
  • Ambiente in genere. Voltura dell’AUA: per la Cassazione la “mera richiesta … non può considerarsi quale richiesta di autorizzazione”
  • Urbanistica.Variante urbanistica automatica e computo degli standard a verde
  • Caccia e animali. Nozione di terzo estraneo e confisca di animali ex art. 544-sexies c.p.

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