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Abrogate le contravvenzioni in materia di alimenti

Nella Gazzetta Ufficiale Serie Generale n.60 del 11-03-2021 è stato pubblicato il Decreto Legislativo 2 febbraio 2021, n. 27 recante “ Disposizioni per l'adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2017/625 ai sensi dell'articolo 12, lettere a), b), c), d) ed e) della legge 4 ottobre 2019, n. 117 ” che entrerà in vigore il 26 marzo 2021.

Nell’art. 18, lett. b) il decreto legislativo dispone l’abrogazione della legge 30 aprile 1962, n. 283, sulla disciplina igienica della produzione e della vendita delle sostanze alimentari e delle bevande, facendo salve soltanto le disposizioni di cui agli art. 7, 10 e 22.

Ne consegue che risultano abrogati, in particolare, gli artt. artt. 5, 6, 12 e 12-bis della legge 283\192.

Come condivisibilmente evidenziato in un primo commento (A. NATALINI Colpo di spugna sui reati alimentari: abrogate le contravvenzioni igienico-sanitarie minori in Ntplusdiritto.il Sole24ore), si tratta di una inaspettata depenalizzazione che riguarda le principali contravvenzioni penali in materia di alimenti della quale, peraltro, non vi era traccia nello schema di decreto legislativo trasmesso al parlamento per il prescritto parere e che presenta, secondo l’Autore, un possibile vizio di eccesso di delega, oltre a porsi in contrasto con il disegno di legge, attualmente in discussione alla Camera, finalizzato ad un rafforzamento del quadro sanzionatorio in materia agro-alimentare.

A tale ultima osservazione deve aggiungersi che l’abrogazione risulta anche del tutto inconciliabile con quanto affermato ministro delle Politiche Agricole, Stefano Patuanelli, nell’audizione davanti alla Commissione Agricoltura del Senato per illustrare le linee guida del suo dicastero, avendo egli dichiarato, il 9 marzo scorso , che “ per migliorare l'attività di contrasto occorre senza dubbio operare una drastica e incisiva semplificazione. In particolare, vi è la necessità di una revisione del quadro di regole sulle sanzioni in modo da renderle più efficaci, maggiormente proporzionate agli illeciti nonché più organiche a livello settoriale. Infatti, occorre riformare il quadro penale dei reati agroalimentari, oggi fermo alle norme del codice del 1930 ed alla legge sull'igiene degli alimenti del 1962 ”.

E’ facile immaginare le conseguenze di tale sorprendente intervento abrogativo, che potranno essere evitate, come auspica Natalini, da un eventuale “ripristino” delle disposizioni abrogate da parte del Governo.