Urbanistica.Responsabilità del comproprietario e prova della permanenza del reato edilizio
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Cass. Sez. III n. 5044 del 9 febbraio 2026 (UP 15 gen 2026)
Pres. Ramacci Rel. Bucca Ric. Caccamo
Urbanistica.Responsabilità del comproprietario e prova della permanenza del reato edilizio
In tema di reati edilizi, la responsabilità del comproprietario non committente può essere legittimamente desunta da elementi indiziari gravi, precisi e concordanti, quali la piena disponibilità giuridica e di fatto del bene, l'interesse specifico alla costruzione, la convivenza con il coimputato e la presenza durante il sopralluogo, gravando sull'interessato l'onere di allegare circostanze idonee a dimostrare l'estraneità ai lavori. Inoltre, l'accertamento della data di cessazione della permanenza del reato può fondarsi sull'esame del materiale fotografico che attesti lo stato di attività del cantiere o la recente esecuzione delle finiture (intonaci lindi, infissi nuovi, arnesi sul posto). Tale valutazione costituisce un apprezzamento di fatto insindacabile in sede di legittimità se sorretto da motivazione logica, restando preclusa alla Corte di cassazione la rilettura degli elementi probatori o l'adozione di ricostruzioni alternative proposte dal ricorrente.
Caccia e animali.Distinzione tra il delitto di maltrattamento di animali e la contravvenzione di detenzione incompatibile
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Cass. Sez. III n. 4332 del 3 febbraio 2026 (UP 23 sett 2025)
Pres. Aceto Rel. Gentili Ric. Biagetti
Caccia e animali.Distinzione tra il delitto di maltrattamento di animali e la contravvenzione di detenzione incompatibile
Integra il delitto di maltrattamento di animali (art. 544-ter cod. pen.) e non la contravvenzione di cui all'art. 727, comma 2, cod. pen., la condotta di chi detiene cani legati a catene corte, in condizioni climatiche estreme (37°C) senza acqua, cibo né ombra, cagionando loro lesioni fisiche quali disidratazione e malnutrizione fino al decesso. Il delitto è punibile a titolo di dolo generico, in quanto le locuzioni "per crudeltà" o "senza necessità" non delineano un dolo specifico, ma requisiti della condotta consistenti nell'inflizione di sofferenze insopportabili o lesioni in assenza di giustificazione. La fattispecie delittuosa si distingue dalla contravvenzione per la natura dell'evento (insopportabilità delle condizioni e lesioni fisiche, anziché semplici gravi sofferenze) e per l'elemento soggettivo, che nel delitto richiede la consapevole volontà di sottoporre l'animale a tali patimenti in assenza di necessità.
Aria.La Cassazione e gli odori molesti: ultime notizie
La Cassazione e gli odori molesti: ultime notizie
di Gianfranco AMENDOLA
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Ambiente in genere.AIA partecipazione degli enti locali e proroga ope legis per certificazione ISO 14001
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Consiglio di Stato Sez. IV n. 778 del 29 gennaio 2026
Ambiente in genere.AIA, partecipazione degli enti locali e proroga ope legis per certificazione ISO 14001
In tema di Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), l'obbligo di acquisire il parere degli enti locali di Regioni confinanti, ai sensi dell'art. 30 del d.lgs. n. 152/2006, sussiste solo laddove siano accertati impatti ambientali negativi e significativi sul loro territorio. In assenza di tali presupposti, la partecipazione dell'ente locale alla Conferenza di Servizi può limitarsi alla facoltà di fornire apporti conoscitivi, senza che la sua posizione debba essere formalmente valutata ai fini del giudizio di prevalenza, non rientrando l'ente tra le amministrazioni competenti al rilascio di titoli abilitativi. Il raddoppio dell'efficacia dell'AIA a dodici anni per le installazioni certificate UNI EN ISO 14001 opera ope legis ed è ancorato esclusivamente al possesso del requisito al momento del rilascio del titolo, non rilevando né la mancata continuità della certificazione nel tempo, né l'eventuale sospensione cautelare o l'inattività temporanea dell'impianto. Tali vicende, infatti, non elidono l'esistenza del titolo autorizzatorio, il quale costituisce l'unico presupposto necessario per l'applicazione della proroga legale
Urbanistica.Poteri del giudice dell'esecuzione e sindacato di legittimità sul condono edilizio
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Cass. Sez. III n. 4233 del 02 febbraio 2026 (CC 14 gennaio 2026)
Pres. Ramacci Rel. Gai Ric. Ferrara
Urbanistica.Poteri del giudice dell'esecuzione e sindacato di legittimità sul condono edilizio
In tema di reati edilizi, il giudice dell'esecuzione, investito di un'istanza di revoca o sospensione dell'ordine di demolizione a seguito del rilascio di un titolo abilitativo in sanatoria, ha il potere-dovere di verificare la legittimità sostanziale del provvedimento amministrativo. Tale controllo non può limitarsi a una mera presa d'atto dell'esistenza del titolo, ma deve estendersi alla sussistenza dei presupposti richiesti dalla legge, con particolare riferimento al rispetto del requisito temporale per l'accesso al condono edilizio. Ne consegue che l'ordine di demolizione non può essere revocato qualora venga accertato che le opere sono state ultimate oltre i termini perentori fissati dalla normativa (nel caso di specie, il 31 marzo 2003), restando irrilevante la successiva presentazione di una SCIA finalizzata a ricondurre successivamente l'immobile entro i limiti della condonabilità
Rifiuti.La gestione dei rifiuti di uno stabilimento industriale
La gestione dei rifiuti di uno stabilimento industriale
di Mauro SANNA
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- Ambiente in genere.Inapplicabilità delle proroghe automatiche alle concessioni demaniali non "nuove".
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