Urbanistica. Inapplicabilità dell’ordine di demolizione giudiziale alle ipotesi di parziale difformità
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Cass. Sez. III n. 19256 del 27 maggio 2026 (UP 14 maggio 2026)
Pres. Ramacci Rel. Bucca Ric. Aprovitola
Urbanistica. Inapplicabilità dell’ordine di demolizione giudiziale alle ipotesi di parziale difformità
L’ordine di demolizione delle opere abusive previsto dall’art. 31, comma 9, del d.P.R. n. 380 del 2001 deve essere impartito dal giudice con la sentenza di condanna per i reati di cui all’art. 44 del medesimo d.P.R. esclusivamente in riferimento agli interventi eseguiti in assenza di permesso di costruire, in totale difformità o con variazioni essenziali. Tale sanzione non è invece applicabile alle ipotesi di parziale difformità dal titolo abilitativo, per le quali restano operative le sole sanzioni amministrative rimesse alla competenza dell’autorità comunale. Parimenti, in ambito antisismico, l’ordine di demolizione ex art. 98, comma 3, d.P.R. 380/2001 presuppone la condanna per violazioni di natura sostanziale (inosservanza di norme tecniche), non potendo essere adottato a seguito di accertate violazioni meramente formali, quali l’omesso deposito degli atti progettuali presso il Genio Civile
Rifiuti. Abbandono di rifiuti, mancata rimozione e posizioni di garanzia
Abbandono di rifiuti, mancata rimozione e posizioni di garanzia
di Vincenzo PAONE
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Urbanistica. Natura vincolata dell’ordine di demolizione e irrilevanza dei vizi procedimentali
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Consiglio di Stato Sez. III n. 3596 dell'8 maggio 2026
Urbanistica. Natura vincolata dell’ordine di demolizione e irrilevanza dei vizi procedimentali
Il provvedimento che ingiunge la demolizione di interventi edilizi abusivi costituisce un atto rigorosamente vincolato, essendo espressione diretta del dovere di vigilanza e controllo del territorio spettante all'amministrazione, privo di margini di discrezionalità. Ne consegue che, ai sensi dell’art. 21-octies, comma 2, della legge n. 241 del 1990, l'eventuale omissione della comunicazione di avvio del procedimento non inficia la legittimità dell'ordinanza, laddove il contenuto dispositivo non avrebbe potuto essere diverso da quello adottato. L'abusività dell'opera è una connotazione di natura reale che inerisce al bene e segue l'immobile nei successivi trasferimenti; pertanto, il destinatario dell'ordine di ripristino è il proprietario attuale che ne abbia la disponibilità, a prescindere dalla coincidenza con l'autore materiale dell'illecito. Non è configurabile in materia edilizia un affidamento tutelabile del privato alla conservazione di una situazione abusiva, né l’ordinanza necessita di una specifica motivazione sull'interesse pubblico o di una comparazione con gli interessi privati, essendo l'interesse pubblico al ripristino della legalità urbanistica considerato in re ipsa
Acque. Scarichi industriali di lavanderie e onere della prova per l'assimilazione ai domestici
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Cass. Sez. III n. 19255 del 27 maggio 2026 (UP 14 maggio 2026)
Pres. Ramacci Rel. Noviello Ric. Piccillo
Acque. Scarichi industriali di lavanderie e onere della prova per l'assimilazione ai domestici
In tema di inquinamento idrico, i reflui prodotti da attività di lavanderia e stireria hanno natura industriale e richiedono preventiva autorizzazione, salvo i casi di assimilazione agli scarichi domestici previsti dalla normativa statale o regionale. Poiché detta disciplina ha natura eccezionale e derogatoria rispetto al regime ordinario, l'onere di provare la sussistenza dei requisiti per l'assimilazione grava sull'imputato.
Urbanistica. Sul mutamento di destinazione d'uso ex art. 23-ter D.P.R. 380/2001
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Sul mutamento di destinazione d'uso ex art. 23-ter D.P.R. 380/2001
(Commento a Corte costituzionale, n. 86/2026 dep. 21.5.2026)
di Massimo GRISANTI
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Urbanistica. Obbligo di attivazione e acquisizione delle opere di urbanizzazione
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Consiglio di Stato Sez. IV n. 3610 dell'8 maggio 2026
Urbanistica. Obbligo di attivazione e acquisizione delle opere di urbanizzazione
Le convenzioni urbanistiche, quali accordi sostitutivi di provvedimento ex art. 11 L. n. 241/1990, generano obbligazioni a contenuto pubblicistico preordinate alla cura dell'interesse collettivo e all'ordinato assetto del territorio. Sebbene il trasferimento della proprietà e degli oneri di manutenzione sia condizionato al completamento e al collaudo positivo delle infrastrutture, il Comune non può giustificare la propria inerzia con l'incompiutezza delle opere. Sussiste in capo all'Amministrazione un potere-dovere di attivarsi per dare esecuzione alla convenzione, esigendo l'adempimento dai soggetti obbligati o procedendo all'escussione delle garanzie fideiussorie. Tale obbligo funzionale non si estingue con il mancato esercizio dei poteri di vigilanza, permanendo il dovere del Comune di acquisire e gestire le opere di urbanizzazione primaria, in quanto infrastrutture necessarie a garantire la normale qualità del vivere e l'equilibrato inserimento degli insediamenti nel contesto urbano
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