Ecodelitti.Rapporto tra il delitto di impedimento al controllo e l'illecito contravvenzionale ambientale
- Dettagli
- Categoria principale: Ecodelitti
- Categoria: Cassazione Penale
- Visite: 158
Cass. Sez. III n. 6294 del 17 febbraio 2026 (UP 21 gen 2026)
Pres. Di Nicola Rel. Calabretta Ric. Galvagno
Ecodelitti.Rapporto tra il delitto di impedimento al controllo e l'illecito contravvenzionale ambientale
Il delitto di cui all’art. 452-septies cod. pen. si distingue dalla contravvenzione prevista dall’art. 137, comma 8, d.lgs. n. 152 del 2006 sia sotto il profilo soggettivo che oggettivo. La fattispecie codicistica richiede necessariamente il dolo e la realizzazione di un evento di danno o pericolo, consistente nell'intralcio, nell'elusione o nella compromissione degli esiti delle attività di vigilanza e controllo ambientale. Al contrario, l'ipotesi contravvenzionale di cui al Testo Unico Ambientale, avente natura sussidiaria in virtù della clausola di residualità ("salvo che il fatto costituisca più grave reato"), si applica esclusivamente alle condotte del titolare dello scarico che non consenta l'accesso ai luoghi a titolo di colpa o, se dolose, qualora le stesse non siano tali da produrre l'effettivo impedimento o la compromissione dei controlli previsti dalla norma penale incriminatrice. Integra pertanto il delitto di cui all'art. 452-septies cod. pen. la condotta di chi, mediante pretesti e la sottrazione della strumentazione tecnica agli operanti, impedisca materialmente l'ispezione dei pozzetti di scarico fognario.
Urbanistica.Consolidamento della "super-SCIA" e limiti al potere inibitorio tardivo
- Dettagli
- Categoria principale: Urbanistica
- Categoria: Consiglio di Stato
- Visite: 191
Consiglio di Stato Sez. VII n. 698 del 27 gennaio 2026
Urbanistica.Consolidamento della "super-SCIA" e limiti al potere inibitorio tardivo
Il regime della segnalazione certificata d’inizio attività alternativa al permesso di costruire (c.d. "super-Scia"), utilizzabile per interventi di ristrutturazione edilizia "pesante" ai sensi degli artt. 10 e 23 del d.P.R. n. 380/2001, è analogo a quello della Scia ordinaria sotto il profilo della consumazione dei poteri inibitori dell’amministrazione. Decorso il termine di trenta giorni dalla presentazione della segnalazione, gli effetti si consolidano e l'ente locale può intervenire solo esercitando il potere di autotutela. In tale ipotesi, l'amministrazione non può limitarsi a contestare la non conformità edilizia, ma deve fornire una specifica motivazione sulla sussistenza di un interesse pubblico attuale e prevalente al ripristino dei luoghi rispetto all'affidamento del privato, agendo entro un termine ragionevole. Pertanto, è illegittima la dichiarazione di inefficacia emessa tardivamente senza il rispetto dei presupposti dell'autotutela, pur restando fermo il potere di ordinare la demolizione di ulteriori opere accertate come prive di alcun titolo e non incluse nella Scia consolidata
Leggi tutto: Urbanistica.Consolidamento della "super-SCIA" e limiti al potere inibitorio tardivo
Caccia e animali.Divieto di detenzione di animali selvatici pericolosi e confisca obbligatoria
- Dettagli
- Categoria principale: Caccia e Animali
- Categoria: Cassazione Penale
- Visite: 135
Cass. Sez. III n. 05775 del 12 febbraio 2026 (CC 23 set 2025)
Pres. Aceto Rel. Gentili Ric. Fodriga
Caccia e animali.Divieto di detenzione di animali selvatici pericolosi e confisca obbligatoria
Il divieto di detenzione di animali vivi di specie selvatica che costituiscano pericolo per la salute e l'incolumità pubblica (art. 4, d.lgs. n. 135 del 2022) opera indipendentemente dal fatto che l'esemplare sia nato e cresciuto in cattività, anche per più generazioni (nella specie, quinta generazione di servalo), poiché la riproduzione in stato di cattività non incide sulla trasmissione del patrimonio genetico originario né modifica la collocazione dell'animale nella tassonomia zoologica delle specie pericolose. Ne consegue che la confisca di tali animali è sempre obbligatoria ai sensi dell'art. 14, comma 4, del d.lgs. n. 135 del 2022 e dell'art. 240, comma 2, n. 2, cod. pen., trattandosi di cose la cui detenzione costituisce reato, anche nel caso in cui il procedimento penale venga archiviato per particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis cod. pen. La qualificazione degli animali come "esseri senzienti" non osta alla misura ablatoria, dovendo prevalere, nel bilanciamento degli interessi, la tutela della salute e della pubblica incolumità rispetto al legame affettivo tra il detentore e l'animale.
Urbanistica.Natura della tettoia e legittimazione ad agire del confinante
- Dettagli
- Categoria principale: Urbanistica
- Categoria: Consiglio di Stato
- Visite: 135
Consiglio di Stato Sez. VII n. 699 del 27 gennaio 2026
Urbanistica.Natura della tettoia e legittimazione ad agire del confinante
Il concetto di pertinenza urbanistica, a differenza di quella civilistica, si applica esclusivamente a opere di modesta entità e accessorie, prive di autonomia funzionale o di un proprio valore di mercato. La realizzazione di una tettoia che, per dimensioni (nella specie 22 mq) e dotazioni (impianto idrico, fognario ed elettrico), sia destinata a consentire la stabile permanenza delle persone, configura una "nuova costruzione" e non un intervento di restauro o risanamento conservativo. Tali manufatti, incrementando il carico urbanistico, richiedono un titolo edilizio idoneo, non essendo sufficiente la sola Scia. Sul piano processuale, la legittimazione ad agire del proprietario confinante è integrata dal pregiudizio derivante dal possibile deprezzamento dell'immobile o dalla diminuzione della visuale e del panorama, qualora l'opera ne comprometta il godimento
Leggi tutto: Urbanistica.Natura della tettoia e legittimazione ad agire del confinante
Urbanistica.Lottizzazione abusiva: natura progressiva e consumazione
- Dettagli
- Categoria principale: Urbanistica
- Categoria: Cassazione Penale
- Visite: 179
Cass. Sez. III n. 5055 del 9 febbraio 2026 (CC 15 gen 2026)
Pres. Ramacci Rel. Bucca Ric. Colantonio
Urbanistica.Lottizzazione abusiva: natura progressiva e consumazione
Il reato di lottizzazione abusiva ha natura permanente e progressiva, configurandosi come una condotta a schema libero che si protrae finché perdura l'attività che altera l'assetto territoriale in contrasto con gli strumenti urbanistici. Il momento consumativo coincide con la realizzazione delle opere più recenti, anche se meramente accessorie o funzionali a un complesso aziendale preesistente, poiché idonee a incrementare lo sfruttamento dell'area e a compromettere le scelte di destinazione riservate alla pubblica autorità. La configurabilità del reato prescinde dalla regolarità formale dei singoli interventi edilizi o dal rilascio di titoli in sanatoria, rilevando invece la trasformazione globale del territorio che ne muta la destinazione programmata. Ne consegue che non sussiste violazione del principio del ne bis in idem rispetto a precedenti giudicati concernenti singoli abusi edilizi, trattandosi di un fatto storico diverso che investe l'assetto complessivo del sito e la funzione di controllo del territorio spettante all'ente pubblico
Leggi tutto: Urbanistica.Lottizzazione abusiva: natura progressiva e consumazione
Beni ambientali. Limiti alla sanatoria paesaggistica e onere della prova dei volumi tecnici
- Dettagli
- Categoria principale: Beni Ambientali
- Categoria: Consiglio di Stato
- Visite: 154
Consiglio di Stato Sez. II n. 633 del 26 gennaio 2026
Beni ambientali. Limiti alla sanatoria paesaggistica e onere della prova dei volumi tecnici
Ai sensi dell'art. 167, comma 4, del d.lgs. n. 42 del 2004, è preclusa la sanatoria paesaggistica per quegli interventi che abbiano determinato la creazione di superfici utili o volumi aggiuntivi rispetto a quelli legittimamente realizzati. L’eventuale deroga al divieto per i c.d. "vani tecnici", benché contemplata dalla prassi ministeriale, deve essere oggetto di stretta interpretazione e richiede una rigorosa dimostrazione circa l'effettiva sussistenza dei requisiti strutturali e funzionali. In particolare, l'amministrazione non può limitarsi ad affermazioni apodittiche sulla natura non abitabile dei locali, ma deve specificare le caratteristiche tecniche e la tipologia di impianti serventi ospitati, per evitare che nuovi volumi eludano il regime di tutela. In sede processuale, la vicinitas del proprietario confinante è elemento sufficiente a radicare la legittimazione ad agire, essendo il pregiudizio ambientale e patrimoniale considerato in re ipsa e derivante dalla maggiore antropizzazione dell'area.
- Urbanistica.Le disposizioni in tema di agibilità quale chiave di interpretazione della definizione dell’intervento di manutenzione straordinari
- Urbanistica.Poteri del giudice dell'esecuzione sulla sanatoria edilizia
- Sviluppo sostenibile.Rapporto di alternatività tra le aree idonee ex art. 20 d.lgs. n. 199/2021
- Urbanistica.Art. 9 d.m. 2 aprile 1968 n. 1444: disciplina delle distanze tra edifici e dalle strade, assetto normativo e giurisprudenziale aggiornato
- Rifiuti.Nozione di rifiuto e prova della pericolosità nelle componenti di veicoli
- Urbanistica. Unitarietà degli abusi e termini perentori nel condono edilizio
- Urbanistica.Responsabilità del comproprietario e prova della permanenza del reato edilizio
- Caccia e animali.Distinzione tra il delitto di maltrattamento di animali e la contravvenzione di detenzione incompatibile
- Aria.La Cassazione e gli odori molesti: ultime notizie
- Ambiente in genere.AIA partecipazione degli enti locali e proroga ope legis per certificazione ISO 14001
Pagina 1 di 715


Scarica la locandina

