Lexambiente - Rivista Trimestrale di Diritto Penale dell'Ambiente
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Cass. Sez. III n. 18921 del 26 maggio 2026 (CC 29 gen 2026)
Pres. Gentili Rel. Zunica Ric. De Gregorio
Urbanistica. Errore percettivo nel ricorso straordinario e principio di proporzionalità della confisca
L'errore di fatto revocatorio ex art. 625-bis cod. proc. pen. consiste in un errore percettivo, causato da una svista o un equivoco nella lettura degli atti interni al giudizio, che abbia condotto a una decisione diversa da quella che sarebbe stata altrimenti adottata,. In tema di lottizzazione abusiva, non è ravvisabile tale errore qualora la confisca sia stata confermata sulla base dell'accertata inerzia dei soggetti interessati nell'esecuzione di un programma di demolizioni parziali, finalizzato al ripristino dello stato dei luoghi in ottica di proporzionalità,. La mancata stipula formale di un "accordo sostitutivo" (ex art. 11 legge n. 241/1990) non assume rilievo decisivo se la necessità del programma di demolizioni emergeva già da precedenti atti dirigenziali e la ratio decidendi si fonda sulla condotta omissiva dei ricorrenti, che non hanno fornito prova di soluzioni alternative meno invasive della misura ablatoria.
Consiglio di Stato Sez. VI n. 3446 del 4 maggio 2026
Elettrosmog. Silenzio-assenso e perfezionamento del titolo per infrastrutture di comunicazione elettronica
In tema di infrastrutture di comunicazione elettronica ex art. 44 d.lgs. n. 259/2003, il silenzio-assenso si perfeziona decorso il termine di legge, anche qualora l’istanza non sia pienamente conforme alla disciplina di riferimento, fatti salvi i casi di radicale inconfigurabilità giuridica o mancanza di documentazione essenziale. Eventuali errori procedurali commessi dall'Amministrazione, come la tardiva o incompleta convocazione della conferenza di servizi, non possono essere invocati a beneficio della stessa PA per impedire la formazione del titolo e danneggiare il privato, la cui posizione è garantita dal legislatore proprio attraverso la responsabilizzazione degli enti nell'osservanza dei termini. Una volta maturato il silenzio-assenso, l'Amministrazione perde il potere di adottare provvedimenti tardivi, potendo intervenire esclusivamente attraverso l'esercizio dei poteri di autotutela. Inoltre, nel merito paesaggistico, il mero carattere della "visibilità" dell'opera non costituisce di per sé ragione sufficiente a giustificare un diniego o prescrizioni limitative, in assenza di un'analisi specifica sull'impatto deleterio e sulla valutazione di alternative.
Cass. Sez. III n. 17767 del 18 maggio 2026 (CC 22 aprile 2026)
Pres. Ramacci Rel. Galanti Ric. Scimone e altri
Urbanistica. Legittimazione all'incidente di esecuzione e ordine di demolizione
In tema di reati edilizi, l’acquisizione gratuita dell’opera abusiva al patrimonio comunale determina la perdita di legittimazione dell'ex proprietario e dei suoi eredi a richiedere la revoca dell'ordine di demolizione, salvo che per procedere alla demolizione spontanea,. Gli eredi del responsabile non vantano alcun titolo reale o personale di godimento qualora il decesso del dante causa sia avvenuto successivamente al passaggio di proprietà del bene al Comune. Il decorso del termine di 90 giorni dall'ingiunzione a demolire preclude la presentazione della domanda di sanatoria ex art. 36 D.P.R. 380/01 per carenza di legittimazione del responsabile
Consiglio di Stato Sez. IV n. 3612 del 8 maggio 2026.
Ambiente in genere. Durata dell'AIA e limiti del sindacato giurisdizionale sulle valutazioni tecniche
È illegittima la limitazione temporale della durata di un’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) fissata per un termine inferiore a quello decennale previsto per legge. Tale riduzione è viziata se fondata su un presupposto — quale un vincolo paesaggistico — successivamente annullato in sede giurisdizionale, venendo meno le ragioni per derogare al regime ordinario di validità del titolo. Parimenti, sussiste difetto di istruttoria qualora la tariffa di accesso all’impianto sia determinata ignorando circostanze sopravvenute, come il sequestro giudiziario della struttura, che ne alterano la remuneratività. In materia ambientale, le valutazioni tecniche della P.A. sulla rispondenza dell’impianto alle BAT e sulla sua realizzazione per stralci funzionali sono ampiamente discrezionali. Esse sono sindacabili dal giudice amministrativo solo per manifesta illogicità o contraddittorietà, rimanendo preclusa ogni sostituzione delle scelte di merito riservate all'amministrazione
Energia da fonti rinnovabili, la legge vigente si applica
di Stefano DELIPERI
Cass. Sez. III n. 17665 del 18 maggio 2026 (CC 5 maggio 2026)
Pres. Liberati Rel. Corbetta Ric. Procuratore generale presso la Corte d'appello di Napoli
Urbanistica. Inammissibilità del condono per riduzione volumetrica tardiva
In tema di condono edilizio, ai fini della sanatoria prevista dal d.l. n. 269 del 2003, la volumetria dell'opera abusiva deve essere valutata con esclusivo riferimento allo stato dell'immobile esistente alla data del 31 marzo 2003,. Non è pertanto ammissibile la riconduzione del manufatto entro i limiti volumetrici di legge (750 mc per singola istanza e 3.000 mc complessivi) mediante demolizioni parziali eseguite successivamente a tale termine, in quanto tali interventi costituiscono un indebito aggiramento della disciplina legale e uno spostamento arbitrario del termine finale previsto per la condonabilità,. Le circolari ministeriali che consentono la riduzione volumetrica ex post hanno natura di atti interni non vincolanti e non possono derogare o modificare la norma di legge primaria.
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