Lexambiente - Rivista Trimestrale di Diritto Penale dell'Ambiente
Nell'area dedicata alla rivista è scaricabile l'ultimo fascicolo pubblicato
Lexambiente - Rivista Trimestrale di Diritto Penale dell'Ambiente
Nell'area dedicata alla rivista è scaricabile l'ultimo fascicolo pubblicato
Cass. Sez. III n. 6291 del 17 febbraio 2026 (UP 21 gen 2026)
Pres. Di Nicola Rel. Calabretta Ric. La Monica
Rifiuti.Combustione illecita e principio di correlazione tra accusa e sentenza
In tema di combustione illecita di rifiuti (art. 256-bis d.lgs. 152/2006), non sussiste violazione del principio di correlazione tra accusa e sentenza qualora il giudice riconosca la responsabilità del titolare dell'impresa per omesso controllo, anche a fronte di una contestazione che non menzioni esplicitamente tale profilo omissivo. L'equivalenza tra la condotta di chi appicca il fuoco e quella del titolare che ometta di vigilare costituisce un elemento normativo espresso del reato, consentendo il pieno esercizio del diritto di difesa.
Consiglio di Stato Sez. II n. 656 del 26 gennaio 2026
Urbanistica.Effetti della tutela giurisdizionale sul termine di ottemperanza all'ordine di ripristino urbanistico
In tema di repressione degli abusi edilizi, il mutamento di destinazione d’uso non autorizzato che comporti un maggior carico urbanistico giustifica l’ordine di ripristino e, in caso di inosservanza, l’acquisizione gratuita del bene al patrimonio comunale, anche se attuato senza opere fisiche. Rispetto al termine di novanta giorni per l'ottemperanza, sussiste un contrasto giurisprudenziale circa l'effetto prodotto da provvedimenti giurisdizionali favorevoli al privato: la tesi della "sospensione" prevede che il termine riprenda a correre per la sola parte residua dopo la decisione definitiva; la tesi dell'"interruzione" postula invece che il termine ricominci a decorrere per intero dalla pubblicazione della sentenza sfavorevole, a garanzia dell'effettività della tutela e dell'equità. La questione è stata rimessa all'Adunanza Plenaria per chiarire se la pendenza del giudizio e l'adozione di misure cautelari o di annullamento (poi riformate) abbiano efficacia sospensiva o interruttiva sul predetto termine sanzionatorio. L’iscrizione al RUNTS non legittima l’uso prevalente a fini di culto se l'attività non è tra quelle di interesse generale o strumentali
Cass. Sez. III n. 6294 del 17 febbraio 2026 (UP 21 gen 2026)
Pres. Di Nicola Rel. Calabretta Ric. Galvagno
Ecodelitti.Rapporto tra il delitto di impedimento al controllo e l'illecito contravvenzionale ambientale
Il delitto di cui all’art. 452-septies cod. pen. si distingue dalla contravvenzione prevista dall’art. 137, comma 8, d.lgs. n. 152 del 2006 sia sotto il profilo soggettivo che oggettivo. La fattispecie codicistica richiede necessariamente il dolo e la realizzazione di un evento di danno o pericolo, consistente nell'intralcio, nell'elusione o nella compromissione degli esiti delle attività di vigilanza e controllo ambientale. Al contrario, l'ipotesi contravvenzionale di cui al Testo Unico Ambientale, avente natura sussidiaria in virtù della clausola di residualità ("salvo che il fatto costituisca più grave reato"), si applica esclusivamente alle condotte del titolare dello scarico che non consenta l'accesso ai luoghi a titolo di colpa o, se dolose, qualora le stesse non siano tali da produrre l'effettivo impedimento o la compromissione dei controlli previsti dalla norma penale incriminatrice. Integra pertanto il delitto di cui all'art. 452-septies cod. pen. la condotta di chi, mediante pretesti e la sottrazione della strumentazione tecnica agli operanti, impedisca materialmente l'ispezione dei pozzetti di scarico fognario.
Consiglio di Stato Sez. VII n. 698 del 27 gennaio 2026
Urbanistica.Consolidamento della "super-SCIA" e limiti al potere inibitorio tardivo
Il regime della segnalazione certificata d’inizio attività alternativa al permesso di costruire (c.d. "super-Scia"), utilizzabile per interventi di ristrutturazione edilizia "pesante" ai sensi degli artt. 10 e 23 del d.P.R. n. 380/2001, è analogo a quello della Scia ordinaria sotto il profilo della consumazione dei poteri inibitori dell’amministrazione. Decorso il termine di trenta giorni dalla presentazione della segnalazione, gli effetti si consolidano e l'ente locale può intervenire solo esercitando il potere di autotutela. In tale ipotesi, l'amministrazione non può limitarsi a contestare la non conformità edilizia, ma deve fornire una specifica motivazione sulla sussistenza di un interesse pubblico attuale e prevalente al ripristino dei luoghi rispetto all'affidamento del privato, agendo entro un termine ragionevole. Pertanto, è illegittima la dichiarazione di inefficacia emessa tardivamente senza il rispetto dei presupposti dell'autotutela, pur restando fermo il potere di ordinare la demolizione di ulteriori opere accertate come prive di alcun titolo e non incluse nella Scia consolidata
Cass. Sez. III n. 05775 del 12 febbraio 2026 (CC 23 set 2025)
Pres. Aceto Rel. Gentili Ric. Fodriga
Caccia e animali.Divieto di detenzione di animali selvatici pericolosi e confisca obbligatoria
Il divieto di detenzione di animali vivi di specie selvatica che costituiscano pericolo per la salute e l'incolumità pubblica (art. 4, d.lgs. n. 135 del 2022) opera indipendentemente dal fatto che l'esemplare sia nato e cresciuto in cattività, anche per più generazioni (nella specie, quinta generazione di servalo), poiché la riproduzione in stato di cattività non incide sulla trasmissione del patrimonio genetico originario né modifica la collocazione dell'animale nella tassonomia zoologica delle specie pericolose. Ne consegue che la confisca di tali animali è sempre obbligatoria ai sensi dell'art. 14, comma 4, del d.lgs. n. 135 del 2022 e dell'art. 240, comma 2, n. 2, cod. pen., trattandosi di cose la cui detenzione costituisce reato, anche nel caso in cui il procedimento penale venga archiviato per particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis cod. pen. La qualificazione degli animali come "esseri senzienti" non osta alla misura ablatoria, dovendo prevalere, nel bilanciamento degli interessi, la tutela della salute e della pubblica incolumità rispetto al legame affettivo tra il detentore e l'animale.
Consiglio di Stato Sez. VII n. 699 del 27 gennaio 2026
Urbanistica.Natura della tettoia e legittimazione ad agire del confinante
Il concetto di pertinenza urbanistica, a differenza di quella civilistica, si applica esclusivamente a opere di modesta entità e accessorie, prive di autonomia funzionale o di un proprio valore di mercato. La realizzazione di una tettoia che, per dimensioni (nella specie 22 mq) e dotazioni (impianto idrico, fognario ed elettrico), sia destinata a consentire la stabile permanenza delle persone, configura una "nuova costruzione" e non un intervento di restauro o risanamento conservativo. Tali manufatti, incrementando il carico urbanistico, richiedono un titolo edilizio idoneo, non essendo sufficiente la sola Scia. Sul piano processuale, la legittimazione ad agire del proprietario confinante è integrata dal pregiudizio derivante dal possibile deprezzamento dell'immobile o dalla diminuzione della visuale e del panorama, qualora l'opera ne comprometta il godimento
Pagina 1 di 715