Lexambiente - Rivista Trimestrale di Diritto Penale dell'Ambiente
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TAR Toscana Sez. III n. 242 del 25 febbraio 2022
Ambiente in genere.Subingresso nella concessione demaniale
È noto che l’art. 20 della legge n. 241/1990 generalizza, almeno in linea di principio, l’istituto del silenzio assenso nei procedimenti a istanza di parte, fatta salva una cospicua serie di eccezioni alla regola. L’ambito applicativo della norma è circoscritto ai provvedimenti di natura autorizzatoria, come risulta confermato dalla ricognizione dei regimi abilitativi operata dal d.lgs. n. 222/2016; e che a tale ambito è estraneo il subingresso nella concessione demaniale, istituto sui generis che, al di là delle espressioni adoperate dalla legge (l’art. 46 co. 2 cod. nav. parla di “autorizzazione”), comporta la sostituzione di un soggetto nell'ambito di un rapporto concessorio preesistente e, dunque, una novazione soggettiva che necessariamente partecipa della natura della concessione demaniale, configurando una sorta di fenomeno derivativo rispetto al quale non opera il silenzio assenso ed occorre, invece, un provvedimento espresso in funzione di controllo circa la qualificazione e l’idoneità del subentrante
Cass. Sez. III n. 4472 del 9 febbraio 2022 (CC 19 nov 2021)
Pres. Aceto Est. Gentili Ric. Sgarbi
Beni culturali. Reato previsto dall’art. 174 dlgs 42 del 2004
Il reato previsto dall’art. 174 del dlgs n. 42 del 2004 si consuma nel momento in cui un oggetto, avente un particolare interesse artistico, storico, archeologico, etnoantropologico, bibliografico, documentale o archivistico, venga portato al di fuori dei confini nazionali in assenza o dell’attestato di libera circolazione ovvero della licenza di esportazione.
Consiglio di Stato Sez. VI n. 1002 del 11 febbraio 2022
Urbanistica.Disciplina dei soppalchi
È necessario il permesso di costruire per la realizzazione di soppalco quando quest’ultimo sia di dimensioni non modeste e comporti una sostanziale ristrutturazione dell’immobile preesistente, con incremento delle superfici dell’immobile e, in prospettiva, ulteriore carico urbanistico. Si rientra, invece, nell’ambito degli interventi edilizi minori, per i quali comunque il permesso di costruire non è richiesto, ove il soppalco sia tale da non incrementare la superficie dell’immobile. Quest’ultima ipotesi si verifica solo nel caso in cui lo spazio realizzato col soppalco consista in un vano chiuso, senza finestre o luci, di altezza interna modesta, tale da renderlo assolutamente non fruibile alle persone. La qualifica di pertinenza urbanistica è applicabile soltanto ad opere di modesta entità e accessorie rispetto ad un’opera principale, quali ad esempio i piccoli manufatti per il contenimento di impianti tecnologici et similia
Cass. Sez. III n. 4344 del 8 febbraio 2022 (PU 21 dic 2021)
Pres. Di Nicola Est. Galterio Ric. Tari
Rifiuti.Reato di traffico illecito
Ai fini della configurabilità del reato di traffico illecito di rifiuti, non rilevi la qualifica soggettiva dell'agente, bensì la concreta attività posta in essere, ovverosia il trasporto di rifiuti in assenza, come nel caso di specie, della prescritta documentazione concernente il carico trasportato e dunque in violazione degli specifici obblighi di informazione, ovvero la spedizione illegale di rifiuti che impone per i rifiuti destinati allo smaltimento ovvero al recupero un’apposita procedura di notificazione e dunque in violazione delle prescritte autorizzazioni preventive, o che abbia ad oggetto rifiuti di cui è vietata la spedizione alla radice, a prescindere dalla circostanza che l’attività di spedizione sia svolta dall’agente in forma professionale o soltanto di fatto o in modo secondario.
Consiglio di Stato Sez. IV n. 963 del10 febbraio 2022
Urbanistica.Pianificazione generale del territorio e motivazione rinforzata
Gli atti di pianificazione generale del territorio richiedono una motivazione “rinforzata” solo nei casi di: 1) affidamento qualificato del privato, derivante, da un lato, da convenzioni di lottizzazione ovvero da accordi di diritto privato intercorsi fra il Comune e i proprietari delle aree, dall’altro, da aspettative nascenti da giudicati di annullamento di titoli edilizi o di silenzio rifiuto su una domanda di rilascio di un titolo; 2) modificazione in zona agricola della destinazione di un’area limitata, interclusa da fondi edificati in modo non abusivo; iii) sovradimensionamento delle aree destinate a standards per attrezzature pubbliche e di interesse pubblico rispetto ai parametri stabiliti dal decreto ministeriale 2 aprile 1968
Cass. Sez. III n. 5814 del 18 febbraio 2022 (PU 14 gen 2022)
Pres. Sarno Est. Gai Ric. Laurino
Beni ambientali.Attività agro-silvo-pastorali
In tema di beni paesaggistici ed ambientali, solo la eliminazione parziale delle piante può essere ricompresa tra le attività agro-silvo-pastorali consentite dall'art. 149 del decreto n. 42 del 2004, e sempre che il taglio colturale sia compiuto per il miglioramento della flora tutelata
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