Lexambiente - Rivista Trimestrale di Diritto Penale dell'Ambiente
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Consiglio di Stato Sez. VI n. 6771 del 3 novembre 2020
Beni Ambientali.Rapporto tra compromissione di un’area e tutela del vincolo
L’avvenuta edificazione di un’area non ha alcun rilievo quando si tratti di proteggere i valori estetici o paesaggistici ad essa legati; ne consegue che l’avvenuta parziale compromissione di un’area vincolata non giustifica il rilascio di provvedimenti atti a comportare un ulteriore degrado, fermo restando l’obbligo di ripristinare lo stato dei luoghi secundum ius. Da un altro punto di vista, non è prospettabile che nella fase “sanzionatoria”, ovvero in un momento in cui le opere sono state illecitamente già edificate, l’amministrazione possa ovviare alla misura della demolizione attraverso supposte prescrizioni, tali da consentire al ricorrente l’adozione di rimedi più opportuni; e neppure che l’amministrazione sia onerata di un sforzo motivazionale atto ad evidenziare che l’interesse pubblico poteva essere salvaguardato solo con la demolizione delle opere, piuttosto che con possibili valide alternative.
L’inutile disquisire attorno all’efficacia dell’ingiunzione di demolizione per effetto della presentazione dell’istanza di sanatoria edilizia
(Commento a Cons. Stato, Sez. II, n° 8383/2020)
di Massimo GRISANTI
Cass. Sez. III n. 35177 del 10 dicembre 2020 (CC 29 set 2020)
Pres. Rosi Est. Andreazza Ric. Rosato
Urbanistica. Disciplina della SCIA
Il maggior rigore formale della scia alternativa rispetto alla scia ordinaria trova evidentemente spiegazione nella diversa e più "invasiva" tipologia delle opere suscettibili di rientrare nella prima invece che nella seconda, con la conseguente impossibilità di individuare in una scia presentata come ordinaria, una scia alternativa.
TAR Veneto, Sez. II n. 1136 del 26 novembre 2020
Urbanistica.Convenzioni urbanistiche e recesso previsto dall’art. 72 della legge fallimentare
Deve escludersi l’applicazione, alle convenzioni urbanistiche, del recesso previsto dall’art. 72 della legge fallimentare che facendo riferimento espresso al “contratto”richiama lo schema generale dell'art. 1321 del codice civile il quale, per le ragioni anzidette, non si attaglia alle convenzioni urbanistiche per la loro intrinseca natura pubblicistica.
Cass. Sez. III n. 190 del 7 gennaio 2021 (UP 12 nov. 2020)
Pres. Izzo Est. Ramacci Ric. Susana
Urbanistica.La sanatoria urbanistica non è possibile in zona vincolata
Poiché la possibilità di una autorizzazione paesaggistica postuma è espressamente esclusa dalla legge - ad eccezione dei casi, tassativamente individuati dall’art. 167, commi 4 e 5, relativi agli “abusi minori”- tale preclusione, considerato che l’autorizzazione paesaggistica è presupposto per il rilascio del permesso di costruire, impedisce anche la sanatoria urbanistica ai sensi dell’art. 36 d.P.R. 380\01 e l’eventuale emissione della predetta autorizzazione paesaggistica in spregio a tale esplicito divieto, oltre a non produrre alcun effetto estintivo dei reati, non impedisce neppure l’emissione dell’ordine di rimessione in pristino.
Consiglio di Stato Sez. II n. 7729 del 7 dicembre 2020
Rifiuti.Corresponsabilità del proprietario del suolo nell’illecito sversamento di rifiuti
La corresponsabilità del proprietario del suolo nell’illecito sversamento di rifiuti non ha carattere oggettivo, ma postula l’accertamento di una sua corresponsabilità dolosa o colposa, ovvero per condotte omissive, in violazione delle cautele connesse a una diligenza da valutare nei limiti di una ragionevole esigibilità, escludendo quindi, ad esempio, un obbligo di vigilanza 24 ore su 24 per prevenire condotte illecite di terzi. Ciò posto, l’incidenza causale della condotta omissiva imputabile alla proprietaria, così come il suo carattere colposo, vanno valutati applicando le comuni categorie della responsabilità aquiliana, sicché essi potranno sussistere in presenza non già di una generica inerzia, ma dell’omissione di comportamenti doverosi in forza delle suindicate cautele ragionevolmente esigibili nell’ambito della comune diligenza a cui deve attenersi il proprietario nella gestione della sua res. Laddove il terreno sia di fatto detenuto da soggetto distinto dal proprietario sulla base di un rapporto di locazione e il conduttore vi eserciti un’attività potenzialmente inquinante sulla base di legittimo titolo abilitativo, a questi incombono specifici obblighi che, sebbene non esonerano il proprietario del suolo dall’ordinaria diligenza, non possono su di lui essere sic et simpliciter traslati e che investono anche la fase della messa in sicurezza del sito al termine dell’attività
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