Lexambiente - Rivista Trimestrale di Diritto Penale dell'Ambiente
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Consiglio di Stato Sez. VI n. 10253 del 29 novembre 2023
Urbanistica.Demolizione e sequestro delle opere abusive
La mancata ottemperanza all'ordine di demolizione può non esser giustificata dal solo fatto che le opere abusive siano state oggetto di sequestro adottato dall'Autorità Giudiziaria Ordinaria; in questi casi tranne che l'Autorità stessa affermi l'attualità di tal misura cautelare, è pur sempre possibile richiederle il dissequestro allo scopo di eseguire tale ordine. Ne consegue che non può essere ritenuta la ineseguibilità dell’ordine demolitorio per la mancanza di una condizione costitutiva dell’esercizio del potere. Nemmeno può essere assumere rilievo la risalenza delle opere, poiché in caso di abusi edilizi, il provvedimento con cui viene ingiunta la demolizione di un immobile abusivo, anche nel caso in cui sia adottato dopo un lungo lasso di tempo dalla commissione dell'abuso, essendo un atto vincolato, non richiede una motivazione in ordine alle ragioni di pubblico interesse sottese
Cass. Sez. III n. 50772 del 20 dicembre 2023 (UP 23 nov 2023)
Pres. Ramacci Rel. Gai Ric. Cordioli
Ecodelitti.Ordine di ripristino e prescrizione del reato
L'art. 452 - quaterdecies, comma 4 cod. pen. stabilisce, (in assoluta continuità normativa con il precedente disposto di cui all'art. 260, comma 4, d.lgs 152/2006) che "il giudice, con la sentenza di condanna o con quella emessa ai sensi dell'art. 444 del codice di procedura penale, ordina il ripristino dello stato dell'ambiente e può subordinare la concessione della sospensione condizionale della pena all'eliminazione del danno o del pericolo per l'ambiente”. Il chiaro tenore della disposizione non lascia dubbi all’interprete. Per espressa volontà del legislatore l’ordine di ripristino dello stato dall’ambiente è subordinato alla pronuncia di sentenza di condanna o di applicazione di pena con esclusione della sentenza che dichiara la prescrizione del reato.
Consiglio di Stato Sez.II n.10589 del 6 dicembre 2023
Urbanistica.Impugnazione ordinanza di demolizione e controinteressati
In sede di impugnazione di un’ordinanza di demolizione di abusi edilizi, deve ritenersi contraddittore necessario il soggetto che abbia provveduto a segnalare l’abuso e il cui diritto di proprietà risulta direttamente leso dall’opera edilizia. Tale orientamento, lungi dal porsi in contrasto con l’indirizzo tradizionale in base al quale nell’impugnazione di un’ordinanza di demolizione o di un diniego di sanatoria non sono normalmente configurabili controinteressati nei confronti dei quali sia necessario instaurare un contraddittorio, ne costituisce una doverosa precisazione, laddove, come nel caso in esame, il diritto di proprietà del controinteressato pretermesso risulti direttamente inciso dalle opere edilizie realizzate in assenza di titolo
Cass. Sez. III n. 50500 del 19 dicembre 2023 (CC 23 nov 2023)
Pres. Ramacci Rel. Galanti Ric. Vacchi
Urbanistica.Rilevanza vincolo idrogeologico nel procedimento di rilascio del titolo abilitativo edilizio
Sebbene vada confermato il principio secondo cui l’esecuzione di interventi edilizi in zona sottoposta a vincolo idrogeologico non integra il reato paesaggistico ma quello edilizio, non essendo tale vincolo ricompreso tra quelli tassativamente elencati dalla lett. c) dell’art. 44 TUE, come tali insuscettibili di estensione analogica, appare evidente che l’assenza dell’espresso parere in materia idrogeologica vizia la sequenza procedimentale che ha condotto al provvedimento autorizzativo, rendendolo così illegittimo.
Consiglio di Stato Sez. VI n. 10155 del 27novembre 2023
Urbanistica.Attività di estrazione e sfruttamento di cave
L’autorizzazione all’esercizio di attività di estrazione e sfruttamento di cave non sono soggette ad un titolo edilizio autonomo, da parte dei comuni, oltre all’autorizzazione all’esercizio dell’attività. Tale principio non implica che l’attività estrattiva possa essere esercitata anche a dispetto di contrarie previsioni della disciplina urbanistica, ma significa piuttosto che la valutazione circa la conformità urbanistica dell’attività estrattiva viene eccezionalmente esercitata dall’ente individuato dalla legislazione regionale per il rilascio dell’autorizzazione, anziché dal comune: la conformità urbanistica dell’attività estrattiva deve, comunque, essere garantita, e ciò alla luce dell’evoluzione della legislazione relativa al contenuto degli strumenti urbanistici comunali e della dilatazione della pianificazione urbanistica, che ha finito con l'identificarsi con la pianificazione di tutto il territorio del comune, in relazione non solo all'interesse connesso all'attività edificatoria propriamente detta, ma anche ad altri, diversi e molteplici interessi che sono comunque correlati alla salvaguardia del territorio, le misure di salvaguardia sono da considerare applicabili non solo all'attività edilizia in senso stretto, ma a tutte le altre forme di utilizzazione del territorio oggetto di pianificazione territoriale, compresa quindi l'attività estrattiva.
Cass. Sez. III n. 50766 del 20 dicembre 2023 (UP 15 nov 2023)
Pres. Ramacci Rel. Noviello Ric. PM in proc. Schirosi
Beni ambientali.Ambito applicazione dPR 31 del 2017
In tema di reati paesaggistici, le previsioni del d.P.R. 13 febbraio 2017, n. 31, che individuano taluni interventi in aree sottoposte a vincolo i quali, per la mancanza di impatto sul bene tutelato, non richiedono il rilascio di autorizzazione paesaggistica, hanno natura regolamentare, dovendo, pertanto, essere interpretate in modo conforme alle disposizioni del d.lgs. 22 gennaio 2004, n. 42, e con esclusione di qualsiasi possibilità di estensione analogica che possa ampliarne il campo di operatività. In altri termini quanto alla applicabilità nei singoli casi del decreto in esame l'accertamento in fatto della riconducibilità degli interventi eseguiti in area sottoposta a vincolo paesaggistico nel novero di quelli non soggetti ad autorizzazione, di cui all'allegato A al d.P.R. 13 febbraio 2017, n. 31, o di quelli di lieve entità sottoposti a procedimento autorizzatorio semplificato, di cui all'allegato B del citato d.P.R., deve essere condotto attenendosi ad un'interpretazione logico-sistematica di carattere finalistico delle disposizioni regolamentari, valevole a determinare l'applicazione delle disposizioni derogatorie previste dal decreto in oggetto ai soli interventi di lieve entità, tali essendo quelli che, per tipologia, caratteristiche e contesto in cui si inseriscono, non sono idonei a pregiudicare i valori paesaggistici tutelati dal vincolo.
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