Urbanistica. Limiti oggettivi della sanatoria edilizia e incrementi volumetrici
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Consiglio di Stato Sez. II n. 3358 del 29 aprile 2026
Urbanistica. Limiti oggettivi della sanatoria edilizia e incrementi volumetrici
Il titolo edilizio rilasciato in sanatoria per difformità non valutabili in termini di superficie e volume, con espresso riferimento alla tipologia di abuso di cui alla L. n. 47/1985 (opere di manutenzione straordinaria o varianti non essenziali), non è idoneo a legittimare interventi che abbiano comportato la creazione di nuova volumetria e superficie utile, come la chiusura di un balcone preesistente mediante opere murarie e infissi. La portata abilitativa dell'atto di condono è strettamente vincolata al suo tenore letterale e alla natura degli abusi dichiarati nell'istanza; pertanto, esso non può coprire trasformazioni edilizie che eccedano tale perimetro oggettivo. L’ordinanza di demolizione, avendo natura meramente repressiva, non costituisce un titolo ricognitivo dello "stato legittimo" dell'immobile né può integrare un assenso implicito per opere non contemplate dal titolo in sanatoria
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Beni culturali. Natura e tutela penale dei beni archeologici "affioranti"
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Cass. Sez. III n. 16165 del 5 maggio 2026 (UP 3 marzo 2026)
Pres. Andreazza Rel. Bucca Ric. Muscianese
Beni culturali. Natura e tutela penale dei beni archeologici "affioranti"
In tema di beni culturali, il reato di impossessamento illecito di beni appartenenti allo Stato (già art. 176 d.lgs. 42/2004, ora art. 518-bis c.p.) si configura anche per reperti archeologici rinvenuti "in superficie" su terreni smossi da mezzi agricoli. Tali beni sono presunti appartenere al patrimonio indisponibile dello Stato fin dal momento della loro scoperta, indipendentemente da un provvedimento amministrativo che ne dichiari la culturalità, essendo sufficiente il loro interesse archeologico oggettivo desumibile da tipologia e datazione. Il requisito del "ritrovamento nel sottosuolo" non è riferito esclusivamente all'autore della condotta, ma alla natura originaria del bene. L'elemento soggettivo è desumibile dalla pluralità e varietà dei reperti, indicativi di una condotta non occasionale. Ai fini dell'art. 131-bis c.p., la "definitiva perdita del valore storico" derivante dalla decontestualizzazione del reperto impedisce di considerare l'offesa di particolare tenuità, configurando un danno scientifico e culturale irreparabile
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Caccia e animali. Maltrattamento di animali e responsabilità per carenza di risorse finanziarie
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Cass. Sez. III n. 16894 del 11 maggio 2026 (UP 16 apr 2026)
Pres. Liberati Rel. Giorgianni Ric. PG Reggio Calabria e ENPA
Caccia e animali. Maltrattamento di animali e responsabilità per carenza di risorse finanziarie
In tema di maltrattamento di animali (art. 544-ter cod. pen.), la condotta che sottopone l'animale a comportamenti o condizioni insopportabili per le sue caratteristiche etologiche integra il reato sotto il profilo del dolo generico, senza che la carenza di risorse finanziarie dovuta a inadempienze contrattuali degli Enti Locali possa integrare lo stato di necessità o escludere l'antigiuridicità del fatto. Non è infatti configurabile l’esimente della non esigibilità di una condotta diversa al di fuori delle cause di giustificazione espressamente codificate, né le difficoltà economiche giustificano il mantenimento di animali in ambienti inadatti, in sovrannumero o privi delle necessarie cure e igiene. Qualora il giudice d'appello intenda riformare una sentenza assolutoria basata su tali motivazioni, ha l'onere di una motivazione rafforzata che confuti puntualmente gli elementi probatori e logici valorizzati nel primo grado di giudizio.
Urbanistica. Discrezionalità urbanistica, Rete Ecologica Provinciale e obbligo di motivazione
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Consiglio di Stato Sez. IV n. 3301 del 28 aprile 2026
Urbanistica. Discrezionalità urbanistica, Rete Ecologica Provinciale e obbligo di motivazione
Le scelte di pianificazione territoriale (PTCP) sono espressione di un’ampia discrezionalità amministrativa, insindacabile nel merito, che riflette opzioni strategiche di sviluppo socio-economico e tutela ambientale. L’accoglimento di osservazioni presentate da enti locali in sede di approvazione del piano configura una motivazione per relationem idonea e sufficiente, senza che l’amministrazione sia gravata da un onere di motivazione "rafforzata" qualora decida di discostarsi dalle risultanze istruttorie tecniche o dai decreti presidenziali intermedi. La tutela dell'affidamento del privato rispetto a destinazioni urbanistiche pregresse o proposte tecniche è limitata a casi eccezionali e consolidati, non rinvenibili nella mera aspettativa di mantenimento di una specifica zonizzazione. È legittimo l'inserimento di un sito puntuale (quale un'ex cava) nella Rete Ecologica Provinciale (REP) con la qualifica di "varco da deframmentare", poiché la connettività ecosistemica non presuppone corridoi già esistenti, ma può costituire un obiettivo programmatico di recupero e salvaguardia della biodiversità volto a creare future connessioni ambientali.
Decreto legislativo 21 aprile 2026, n. 81 di attuazione della Direttiva (UE) 2024/1203 sulla tutela penale dell’ambiente: espansione della tutela e persistenti criticità interpretative
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Decreto legislativo 21 aprile 2026, n. 81 di attuazione della Direttiva (UE) 2024/1203 sulla tutela penale dell’ambiente: espansione della tutela e persistenti criticità interpretative.
di Luca RAMACCI
Urbanistica. Sanatoria edilizia, decreto "Salva Casa" e poteri di accertamento del giudice penale
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Cass. Sez. III n. 15946 del 04 maggio 2026 (CC 11 feb 2026)
Pres. Ramacci Rel. Noviello Ric. Catapano e altro
Urbanistica. Sanatoria edilizia, decreto "Salva Casa" e poteri di accertamento del giudice penale
In tema di reati edilizi, la procedura di sanatoria introdotta dall’art. 36-bis d.P.R. 380/2001 (c.d. decreto "Salva Casa") è applicabile limitatamente alle parziali difformità e non si estende agli interventi eseguiti in totale assenza di titolo o in totale difformità, i quali integrano la violazione dell’art. 44 lett. b) d.P.R. 380/2001. Il giudice penale, incaricato dell'esecuzione dell'ordine di demolizione, ha il potere-dovere di verificare la sussistenza effettiva dei requisiti di legge per la sanatoria dell'opera, a prescindere dall'eventuale formazione del silenzio-assenso o dalla scadenza dei termini per l'autoannullamento dell'atto amministrativo. Tale sindacato non costituisce "disapplicazione" dell'atto, ma un vaglio di conformità del fatto alla disciplina urbanistica vigente. Inoltre, il principio di proporzionalità nell'esecuzione della demolizione di un immobile ad uso abitativo non può essere invocato qualora il rischio di perdita dell'abitazione derivi dall'inerzia del condannato nel ricercare soluzioni alternative durante il lungo lasso di tempo intercorso tra l'ordine di demolizione e la sua effettiva esecuzione.
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