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LEXAMBIENTE Rivista giuridica a cura di Luca Ramacci - ISSN 2499-3174
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Rifiuti. Accertamento della responsabilità per contaminazione e prova del nesso causale

Dettagli
Categoria principale: Rifiuti
Categoria: Consiglio di Stato
Pubblicato: 18 Mag 2026
Visite: 415

Consiglio di Stato Sez. IV n. 3195 del 23 aprile 2026
Rifiuti. Accertamento della responsabilità per contaminazione e prova del nesso causale

In materia di bonifica di siti inquinati, l'individuazione del responsabile della contaminazione ai sensi degli artt. 242, 245 e 253 del d.lgs. n. 152/2006 richiede una rigorosa istruttoria volta a dimostrare il nesso di causalità tra l'evento specifico e l'effettivo superamento delle Concentrazioni Soglia di Contaminazione (CSC). In ossequio al principio “chi inquina paga”, l’Amministrazione è tenuta a fornire una prova adeguata del nesso eziologico, non potendo limitarsi alla mera correlazione tra un sinistro accidentale e la presenza di inquinanti, specialmente qualora le evidenze tecniche suggeriscano una contaminazione storica preesistente o situata a profondità non compatibili con l'evento recente. Risulta pertanto illegittimo il provvedimento di individuazione del responsabile adottato a notevole distanza di tempo dall'evento e in difetto di una puntuale confutazione delle perizie di parte che escludano l'attualità o la riconducibilità del danno ambientale alla condotta del soggetto individuato

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Ambiente in genere. DECRETO LEGISLATIVO 8 aprile 2026, n.80

Dettagli
Categoria principale: Ambiente in genere
Categoria: Legislazione nazionale
Pubblicato: 18 Mag 2026
Visite: 440

Disposizioni per l'adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2024/1991 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 giugno 2024, sul ripristino della natura e che modifica il regolamento (UE) 2022/869. (26G00095) 

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Rifiuti. Gestione illecita di rifiuti e continuità normativa tra l'abrogato art. 256, comma 2 e il novellato art. 255, comma 1.1, d.lgs. 152/2006

Dettagli
Categoria principale: Rifiuti
Categoria: Cassazione Penale
Pubblicato: 15 Mag 2026
Visite: 798

Cass. Sez. III n. 15687 del 30 aprile 2026 (UP 9 apr 2026) 
Pres. Ramacci Rel. Mengoni Ric. Tantulli,,
Rifiuti. Gestione illecita di rifiuti e continuità normativa tra l'abrogato art. 256, comma 2 e il novellato art. 255, comma 1.1, d.lgs. 152/2006

Non sussiste l'abrogazione della rilevanza penale (cosiddetta abolitio criminis) per la condotta di abbandono o deposito incontrollato di rifiuti da parte di titolari di imprese o responsabili di enti a seguito della riforma operata dal d.l. n. 116 del 2025. Sebbene la disposizione di cui all'art. 256, comma 2, d.lgs. 152/2006 sia stata formalmente abrogata, la medesima fattispecie è stata contestualmente trasfusa, con identico contenuto precettivo, nel novellato art. 255, comma 1.1 del medesimo decreto, configurando una successione di leggi con piena continuità del tipo di illecito. 

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Ecodelitti. Nozione di abusività e rilevanza della tracciabilità nel traffico illecito di rifiuti

Dettagli
Categoria principale: Ecodelitti
Categoria: Cassazione Penale
Pubblicato: 15 Mag 2026
Visite: 454

Cass. Sez. III n. 15085 del 27 aprile 2026 (UP 20 feb 2026) 
Pres. Liberati Rel. Scarcella Ric. Malatesta e altri
Ecodelitti. Nozione di abusività e rilevanza della tracciabilità nel traffico illecito di rifiuti

In tema di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti (art. 452-quaterdecies cod. pen.), la clausola di illiceità speciale espressa dall’avverbio "abusivamente" non si limita alle ipotesi di assenza della prescritta autorizzazione, ma ricomprende ogni attività di gestione svolta in violazione di leggi, regolamenti o prescrizioni amministrative, incluse le norme poste a presidio della corretta identificazione (codici CER) e tracciabilità (FIR e registri) dei rifiuti. Tali violazioni non costituiscono mere irregolarità formali, ma strumenti tipici di una gestione abusiva idonei a compromettere il sistema di controllo e a porre in pericolo il bene giuridico dell’ambiente, integrando l’offensività tipica della fattispecie anche qualora i rifiuti siano infine conferiti in impianti autorizzati. Il dolo specifico consiste nella consapevolezza della natura organizzata e reiterata della gestione abusiva finalizzata al conseguimento di un ingiusto profitto, valutabile anche come risparmio di spesa.

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Ambiente in genere. Rapporto tra poteri sanitari del Sindaco, Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) e principio di precauzione.

Dettagli
Categoria principale: Ambiente in genere
Categoria: Consiglio di Stato
Pubblicato: 15 Mag 2026
Visite: 830

Consiglio di Stato Sez. IV n. 3192 del 23 aprile 2026
Ambiente in genere. Rapporto tra poteri sanitari del Sindaco, Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) e principio di precauzione.

In sede di rilascio del Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale (PAUR) e dell’AIA, i poteri di tutela della salute assegnati al Sindaco dagli artt. 216 e 217 del T.U. delle leggi sanitarie devono ritenersi recessivi rispetto alle valutazioni tecniche compiute dagli organismi specializzati (ARPAE, AUSL) all'interno della Conferenza di servizi. Non è previsto un parere preventivo del Sindaco con valenza autonomamente inibitoria, poiché la determinazione conclusiva della Conferenza sostituisce ogni atto di assenso di competenza delle amministrazioni coinvolte. Il principio di precauzione è pienamente rispettato qualora l'Amministrazione svolga un'istruttoria approfondita che, andando oltre il mero rispetto dei limiti normativi, utilizzi parametri scientifici cautelativi (come i valori DNEL) per escludere correlazioni causa-effetto tra emissioni e disagi sanitari. Tali valutazioni, essendo espressione di discrezionalità tecnica, sono sottratte al sindacato di merito del giudice amministrativo, salvo profili di manifesta irragionevolezza o palese travisamento dei fatti.

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Urbanistica. Demolizione, diritto all'abitazione e principio di proporzionalità

Dettagli
Categoria principale: Urbanistica
Categoria: Cassazione Penale
Pubblicato: 14 Mag 2026
Visite: 442

Cass. Sez. III n. 15055 del 27 aprile 2026 (CC 8 apr 2026) 
Pres. Ramacci Rel. Galanti Ric. Ruocco
Urbanistica. Demolizione, diritto all'abitazione e principio di proporzionalità

Il principio di proporzionalità nell'esecuzione dell'ordine di demolizione di un immobile abusivo non può essere invocato per eludere la funzione ripristinatoria dell'ordine urbanistico o per legittimare ex post condotte criminose. Tale principio non incide sulla deliberazione dell'ordine, ma sulla sua fase esecutiva e richiede che i fatti a sostegno siano allegati e accertati rigorosamente dall'interessato. Il condannato non può trarre vantaggio dal tempo trascorso per propria inerzia, né invocare il diritto all'abitazione se ha agito nella piena consapevolezza dell'illegalità della costruzione. Elementi come l'età avanzata o il basso reddito non sono di per sé risolutivi e vanno bilanciati con la consapevolezza dell'abuso e il tempo avuto a disposizione per regolarizzare la posizione o trovare soluzioni alternative

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  • Caccia e animali. Detenzione di specie protette e rinvio a fonti internazionali
  • Rifiuti. ARERA: unitarieta’ del procedimento di approvazione tariffaria dei rifiuti nel MTR-3
  • Rifiuti. Legittimazione del CO.N.O.U. all'impugnazione di autorizzazioni ambientali
  • Urbanistica. Poteri del giudice dell’esecuzione sul condono e limiti di autotutela
  • Urbanistica. Natura e proporzionalità dell'ordine di demolizione e obblighi dell'acquirente
  • Rifiuti. VAS, VIA e varianti automatiche negli impianti di smaltimento rifiuti: il nodo irrisolto tra localizzazione e ampliamento
  • Ambiente in genere. Rinnovo dell'attività estrattiva e necessità di autorizzazione paesaggistica per il recupero ambientale
  • Rifiuti. Natura permanente del deposito incontrollato di rifiuti e regime della prescrizione
  • Urbanistica. SCIA, autotutela oltre i termini e falsa rappresentazione per omissione
  • Rifiuti. Pianificazione regionale dei rifiuti, fabbisogno impiantistico e tutela della concorrenza

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